Teatro Comunale, c’è il contratto: i lavori partiranno a inizio 2024

Cantiere aperto fino al 2026, l’amministrazione è in cerca di una sede temporanea per gli spettacoli Esclusa l’ipotesi della tensostruttura. L’ex cinema Apollo è di privati e richiede tempi lunghi e risorse
TERAMO . Dove sarà ospitato a Teramo lo spettacolo dal vivo durante i lavori di ristrutturazione del teatro Comunale, che inizieranno a anno nuovo e proseguiranno fino al 2026? «Stiamo valutando diverse soluzioni. Intanto l’orientamento è scartare l’ipotesi teatro-tenda. Stiamo lavorando a una soluzione provvisoria, che poi resti alla città e possa continuare a lavorare accanto al ristrutturato teatro Comunale». Lo ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto nel corso della presentazione delle stagioni, teatrale e concertistica, della Società Riccitelli (negli Spettacoli), tenuta ieri nella sede del sodalizio insieme ai vertici, la presidente Alessandra Striglioni ne’ Tori e il direttore artistico Nazzareno Carusi, alla presidente della Fondazione Tercas Tiziana Di Sante e all’assessore agli eventi Antonio Filipponi. «Oggi (ieri, ndc) firmiamo il contratto per l’avvio della fase esecutiva dei lavori del Comunale» ha annunciato il primo cittadino, «e cominciamo da subito a ragionare sulla gestione del nuovo Comunale». «Dobbiamo guardare ai prossimi tre anni, speriamo non oltre, e capire come saranno. Non possiamo rimanere senza un luogo per la cultura e lo spettacolo», ha aggiunto Filipponi, «dobbiamo immaginare nuovi luoghi e nuovi modi».
Ma quale sarà la soluzione-ponte? Escluso, oltre alla tensostruttura, il palasport di San Nicolò, che già ospitò la stagione di prosa della Riccitelli nel 2017-18, durante la “guerra del teatro” con Acs. L’esperimento, tra disagi vari (distanza, freddo, pessima acustica), dimostrò che non si può adattare un impianto sportivo a teatro. Per gli stessi motivi da escludere il PalaScapriano. Il sindaco ha parlato di un sito fuori dal centro storico, ma vicino a esso, senza svelare quale sia la struttura a cui pensa l’amministrazione. Fuori dalle mura c’è il Parco della Scienza, che ospita però i consigli comunali; peraltro, una volta ultimati i lavori all’Ipogeo, l’assemblea municipale potrebbe tornare lì e liberare l’ex Gavini. Ma anche questa soluzione sembra bocciata dal Comune. Invece, un sito in centro potrebbe essere l’ex cinema Apollo, che non è proprietà comunale ma di privati e, in caso di accordo con i proprietari, comporterebbe comunque costi elevati e tempi lunghi. La ricerca di una struttura nelle immediate vicinanze del centro è complicata e da Palazzo di città non trapela nulla se non le sedi scartate come teatro provvisorio. Forse si poteva pensare a suo tempo a una diversa destinazione del mercato coperto, sede ideale per un teatro da 3-400 posti in centro, in un polo che comprende teatro romano, conservatorio e Santa Maria a Bitetto. Ma il Comune ha deciso altro per il sito. Lo ha ribadito D’Alberto, che ha inoltre osservato: «Se fossero iniziati quando dovevano iniziare i lavori all’ex ospedale psichiatrico, oggi avremmo lì un teatro da 600 posti».
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