Telefono sul sito d’incontri: assoluzione per l’ex fidanzato

Era accusato di aver creato un falso indirizzo email sostituendosi alla donna Lei si era costituita parte civile, ma per il tribunale lui non ha commesso il fatto
TERAMO. Era finito a processo con la pesante accusa di aver creato un finto indirizzo email della ex fidanzata da cui inserire numero di telefono e profilo social su una piattaforma online di incontri. L’accusa per lui, un 38enne di Giulianova, era quella di sostituzione di persona.
Al termine del processo il giudice onorario di tribunale Massimo Biscardi lo ha assolto con la formula del non aver commesso il fatto. Il pm d’udienza Stefania Mangia aveva chiesto una condanna a 9 mesi. La donna, una 35enne, si era costituita parte civile.
L’episodio risale al 2020 e sarebbe avvenuto dopo la fine della relazione sentimentale tra i due. La donna aveva denunciato che un giorno, mentre era in spiaggia, aveva cominciato a ricevere chiamate e messaggi whatsapp sul suo numero telefonico: dall’altro capo uomini che le chiedevano degli appuntamenti. Uno di questi interlocutori l’aveva informata del fatto che il suo numero di cellulare era stato trovato su un annuncio di un sito d’incontri con la frase: «Vuoi conoscere una vera ninfomane? Guarda i profili e chiamami. Non metto foto perché sono una persona conosciuta in città. Vi lascio il mio numero e i link ai miei profili così potete vedere foto originali al 100% Ricevo tutte le notti dalle 23 alle 6».
La donna aveva subito presentato la denuncia ai carabinieri e aveva fatto rimuovere l’annuncio. Le successive indagini avevano accertato che l’annuncio sul sito di incontri era stato fatto con una richiesta arrivata dall’account proveniente dall’indirizzo email con i dati della donna ma evidentemente falso. Le successive indagini avevano portato alla denuncia dell’uomo per sostituzione di persona con la donna che aveva cambiato il numero di telefono e che nella costituzione di parte civile aveva evidenziato tutti i disagi derivati da questa situazione e le non poche difficoltà che aveva avuto a comparire in pubblico per il timore di essere riconosciuta visto che l’annuncio rinviava al suo profilo Facebook.
L’indagato ha sempre respinto ogni accusa sostenendo di non aver creato nessun falso account.
La donna era rappresentata dall’avvocato Caterina Lettieri, l’imputato era difeso dall’avvocato Francesco Mastromauro.(d.p.)
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