Tempi lunghi per le torri-faro Le nuove arriveranno a gennaio

Il presidente dell’agenzia regionale per le attività produttive Savini: «Stiamo accelerando l’iter» Ora ci sono le luci d’emergenza della Protezione civile, ma c’è il rischio che l’area resti al buio
GIULIANOVA. Si profilano tempi lunghi per il ripristino delle torri-faro recentemente smontate e portate a terra e si comincia a temere in relazione alla possibilità che l’area portuale possa correre il rischio di rimanere al buio per diversi mesi.
Giuseppe Savini, presidente dell’Arap, l’agenzia regionale attività produttive,sottolinea in merito al problema; «Per l’installazione delle nuove torri-faro già ci stiamo muovendo per assicurare l’intervento che è stato ampiamente concordato con la Regione Abruzzo. Stiamo invitando cinque aziende specializzate del settore al fine di ottenere un’offerta per l’intero lavoro. Sono procedure che richiedono del tempo, pur con la nostra buona volontà di accelerarle. Per il ripristino, al contrario dello smontaggio avvenuto in due giorni, occorrerà molto più tempo per la complessità del lavoro da eseguire. In ogni caso, se tutto filerà liscio e senza intoppi di sorta, per il prossimo mese di gennaio il porto di Giulianova avrà le sue nuove torri-faro».
Nel frattempo però c’è il pericolo che l’intero scalo marittimo finisca completamente al buio. Attualmente il bacino portuale è illuminato grazie all’installazione in più punti di sei torri-faro mobili d’emergenza concesse in comodato all’Ente Porto dalla protezione civile regionale. Quel sistema mobile di illuminazione potrebbe essere necessario altrove per ragioni di maltempo o altre cause. Ciò metterebbe in crisi la visibilità all’interno del porto con grosse difficoltà anche per quel che concerne la sicurezza. Il presidente dell’Ente porto, Fabrizio Valentino Ferrante, commenta: «Ci siamo trovati di colpo, in piena estate, di fronte a un fatto imprevedibile e senza precedenti. In qualche modo abbiamo rimediato, pur se in questi mesi, con la mancanza delle torri-faro, l’illuminazione notturna à stata alquanto sofferente. Avremmo dovuto possedere un piano B d’emergenza che però il porto non possiede. Siamo andati avanti comunque con qualche disagio. Certo è che se non dovessimo più contare sulle torri-faro mobili d’emergenza attualmente in nostro possesso, saremmo nei guai fino a quando non saranno installate le nuove». Ora tutto passa nelle mani dell’Arap chiamata a velocizzare le procedure per ovviare alla situazione che dura da oltre tre mesi.
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