Teramo a tavola, via al progetto: c’è l’enciclopedia dei piatti tipici

Cuochi professionisti, esperti e cittadini coinvolti nella raccolta online delle ricette della tradizione Comune e Italia Nostra promotori dell’iniziativa per tutelare e valorizzare il patrimonio gastronomico
TERAMO. Si chiama “Teramo a Tavola. Una Cucina Italiana” il progetto pilota che mira a salvaguardare e divulgare il meglio della cucina teramana affinché diventi un vero patrimonio materiale e immateriale del territorio. L’iniziativa è partita da alcune settimane e coinvolge sia professionisti del settore che cittadini: tutti chiamati a essere protagonisti attivi di una raccolta di ricette e tradizioni di Teramo. Ciò che ne verrà fuori sarà una sorta di enciclopedia multimediale partecipata che nasce sul territorio e parla il linguaggio della quotidianità, inteso come autenticità delle fonti. Il progetto, ideato dal docente dell’università di Parigi-Nanterre e ricercatore del museo del Louvre, il teramano Fernando Filipponi, è stato promosso dal Comune e da Italia Nostra e si compone di più fasi. Il primo passaggio è il lavoro sulla piattaforma partecipativa: attraverso un’azione guidata e l’organizzazione di ateliers aperti alla cittadinanza, viene effettuata una ricognizione sull’intero ricettario teramano comprendendo tutti i livelli della cucina, da quella della festa a quella quotidiana e popolare.
Lo strumento è quello della raccolta dati sistematica sulle ricette (ingredienti e lavorazione) basato sulla partecipazione attiva della cittadinanza che mediante la piattaforma invia le proprie ricette, anche quelle poco conosciute, le varianti locali e familiari di ricette note e pubblicate, oppure quelle la cui versione accreditata non è giudicata corretta. Il tutto in formato scritto, ma anche attraverso contributi audio e video. Il materiale inviato verrà archiviato e andrà a costituire il primo “Archivio pubblico digitale del patrimonio gastronomico teramano”. Lo scopo di questo censimento, fanno sapere i promotori, è arginare il fenomeno di perdita della memoria gastronomica e il repertorio che ne risulterà sarà l’oggetto di un’analisi sistematica, che permetterà di incrociare questi dati con quelli provenienti dalle indagini d’archivio e dalle ricerche storiche.
Il progetto coinvolge anche professionisti di fama internazionale, chiamati a collaborare con gli enti e gli studiosi locali al fine di creare le condizioni favorevoli a un “corto circuito virtuoso” e a una circolazione orizzontale della conoscenza che superi la contrapposizione fra centri e periferie del sapere. Il team di esperti e ricercatori è al lavoro già da qualche mese ed è stato raccolto diverso materiale utile a comporre il grande quadro dell'enogastronomia teramana. La fase finale del progetto prevede l'allestimento di una mostra e un catalogo. Sulla pagina Facebook “Teramo a Tavola, una Cucina Italiana” è possibile conoscere le fasi di avanzamento dell'iniziativa e ottenere informazioni utili per partecipare.
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