Teramo, fabbrica in fiamme, in salvo 60 operai / Video

27 Giugno 2017

Un gigantesco rogo distrugge la Richetti (ex Foodinvest) nella zona industriale di Sant’Atto. Predisposti insieme all'Arta i controlli su amianto e qualità dell'aria

TERAMO. Un inferno. L’allarme è scattato poco prima delle 22, quando, forse in un magazzino della Richetti, si è sviluppato un incendio. Le fiamme si sono presto propagate e quando è apparso chiaro che era impossibile domarle, tutti i 60 operai sono fuggiti all’esterno della fabbrica nel nucleo industriale di Sant’Atto, mettendosi in salvo.

I vigili del fuoco sono arrivati in forze con due squadre dal comando di Teramo, una da Nereto e due da Pescara, con un totale di sei mezzi (5 autobotti, un’autoscala e un furgone per il rifornimento di bombole d’aria per i respiratori). L’attacco al rogo è stato da manuale: con getti d’acqua potentissimi lanciati con appositi cannoni antincendio i vigili del fuoco hanno subito aggredito le fiamme, che erano alte anche venti metri. Nel frattempo, visto che un’autobotte può contenere dai 3mila ai 6mila litri d’acqua e la superficie della Richetti è di ben seimila metri quadri, i vigili si sono riforniti d’acqua dal vicino impianto antincendio dell’Alfagomma.
Ridotta la portata delle fiamme, una squadra è entrata dentro, per cercare di salvare le linee produttive. Era infatti basilare cercare di preservarle per riprendere l’attività produttiva di merendine e generi alimentari per autogrill quanto prima. Al momento in cui scriviamo le fiamme hanno avvolto il magazzino imballaggi, colmo di articoli infiammabili come cartoni e pallett di legno, ma anche parte del reparto produzione in cui ci sono generi alimentari fra cui anche oli vegetali, anche questi molto infiammabili. I vigili del fuoco stanno anche tenendo sotto osservazione alcuni serbatoi di gas, ammoniaca a azoto, per evitare che esplodano. Tutta la zona è stata invasa da un denso fumo, che ha creato non poco allarme, accanto alle alte lingue di fuoco, in tutta l’area, da San Nicolò a Sant’Atto, ma anche oltre.
Lo stabilimento andato a fuoco ha una storia: è l'ex Magus, azienda del gruppo Foodinvest che il 12 luglio 2016 nell’ambito del fallimento Malavolta è stato venduto per 975mila euro all’Alfagomma, anche se la Richetti continua ancora a lavorarci.
I DANNI DELL'INCENDIO. È appena trascorsa una notte particolarmente impegnativa per i vigili del fuoco che stanno lottando contro l'incendio che ha interessato lo stabilimento produttivo della ditta Richetti, a Sant'Atto di Teramo. Il massiccio schieramento di uomini e mezzi ha impedito che il vasto incendio si propagasse ad una cella frigorifera di circa 1.500 metri quadrati al cui interno sono stoccati prodotti finiti (merendine fresche) ad alcuni silos e serbatoi di gas presenti all'esterno del capannone e a tre linee di produzione. I vigili del fuoco stanno ora lavorando per lo spegnimento del magazzino degli imballaggi, dove si è sviluppato inizialmente l'incendio che ha determinato anche il crollo del tetto di tale reparto. La copertura del capannone è realizzata in lastre di eternit e parte di essa è andata distrutta dalle fiamme. Per tutta la notte l'incendio ha prodotto una densa e alta colonna di fumo. Sul posto è intervenuta anche l'Arta, che ha proceduto ad effettuare i necessari accertamenti, per la verifica di eventuali condizioni di inquinamento ambientale. In arrivo da Chieti un campionatore ad alto volume che analizza grandi volumi di aria 24 ore su 24 per verificare la presenza di gas e polveri pericolose per l'ambiente e i residenti.

RIUNITO IL TAVOLO TECNICO. In corso tavolo tecnico presso la fabbrica Richetti. Predisposto intanto: 1) verifica entro 20 metri dall'incendio per eventuali macroframmenti amianto; 2) verifica immediata qualità dell'aria a Teramo-San Nicolò, Piane Sant'Atto, Case Molino, Bellante. Verranno presi tutti i provvedimenti necessari per la tutela della salute pubblica, ha assicurato il sindaco di Teramo Brucchi. La riunione è ancora in corso.

ORE 15, INCENDIO DOMATO.  È stato domato l'incendio nello stabilimento produttivo dell'azienda alimentare Richetti (ex Foodinvest) a Teramo, nella zona industriale di Sant'Atto. Sul posto resta una squadra dei Vigili del Fuoco - con un'autopompa dotata di cannoncino antincendio, un'autobotte e un'autoscala - che lavora allo spegnimento di piccoli focolai, attivi nel reparto magazzino imballaggi. Intanto comincia la conta dei danni. Nello stabilimento, che si estende su circa 10.000 metri quadrati, le fiamme hanno distrutto il magazzino imballaggi e prodotti finiti; crollate le strutture di copertura e distrutte le relative lastre ondulate in eternit, nonché parte delle attrezzature e materiali del reparto produzione. In attesa degli esiti delle analisi, previsti non prima di domani pomeriggio, è disposto il divieto di raccolta e consumo delle colture nelle zone vicine allo stabilimento che saranno comunque individuate con precisione, e rese note con apposita ordinanza, nelle prossime ore. È una delle prime decisioni assunte dal tavolo tecnico tra Arta, l'agenzia regionale di tutela ambientale, e Comuni interessati, che ha disposto prelievi alle colture in località Piane Sant'Atto di Teramo e nei Comuni vicini di Castellalto e Bellante (Teramo). Lo annunciano i sindaci di Teramo, Maurizio Brucchi, e di Bellante, Giovanni Melchiorre.