Teramo piange Sergio Valente avvocato innamorato dello sport

Lo ha stroncato una leucemia fulminante. È stato collaboratore di Scibilia nel ciclismo e nel calcio, manager del pilota automobilistico Tarquini, ottimo velista e fondatore del rugby a Teramo
TERAMO. Il senso sportivo della sfida, della competizione, ce l’aveva dentro anche quando non si occupava di sport. Quando nel 2015 diventò presidente del conservatorio “Braga” di Teramo, in quel momento sull’orlo del crac finanziario e organizzativo, disse al cronista, usando una metafora calcistica: «Devo salvare una squadra ultima in classifica, ma è un compito che ho voluto io. E non posso fallire». Anche quella volta non ha fallito: Sergio Quirino Valente ha rimesso in piedi il conservatorio della sua città, che ora gode di buona salute. È stata, purtroppo, l’ultima impresa dell’avvocato teramano, che se n’è andato ieri mattina al policlinico Gemelli di Roma, stroncato a 67 anni da una leucemia fulminante che gli era stata diagnosticata pochi mesi fa, troppo tardi per venirne fuori. Lascia la moglie Amalia Lia Ruscitti, la sorella Marina Valente Franchi e i nipoti Francesco e Stefano, che lavorano nel suo studio legale. I funerali fino a ieri sera non erano stati fissati.
Difficile riassumere tutto quello che è stato Valente, in particolare nel mondo dello sport. Era uomo di regolamenti (masticava diritto sportivo come pochi e i ruoli ricoperti negli organi disciplinari della Federcalcio ne sono solo la dimostrazione più vistosa), grande mediatore (quando il commendator Scibilia litigava con il mondo intero, era lui a rimettere insieme i cocci), manager oculato (ha seguito a lungo la splendida carriera del pilota giuliese Tarquini), dirigente appassionato (il rugby a Teramo l’ha creato lui, per la vela a Giulianova aveva in mente grandi progetti che non potrà portare a compimento) e uomo di campo (bravo in particolare nella vela come skipper, la sua barca “Duvetica” per qualche anno ha mietuto successi). Tutto questo lo ha fatto portando avanti il suo studio legale, che ora passerà ai due nipoti.
La morte inaspettata di Valente è stata una vera e propria doccia fredda per chi lo stimava e lo apprezzava come amico, sportivo e professionista. Antonio Oliveri, l’imprenditore e genero di Scibilia che lo ha avuto al suo fianco ai tempi del Pescara calcio, dice: «Un forte abbraccio alla moglie in questo terribile momento. È stato un grande amico e aveva il dono di essere un grande mediatore. Nel mondo dello sport, sotto tutti gli aspetti, è stato un grande personaggio». Il presidente della Federazione italiana vela, il giuliese Francesco Ettorre, dichiara: «Una notizia sconvolgente. Un grande uomo di sport, poliedrico e competente, pieno di passione verso il mondo sportivo, da dirigente e atleta. Lo ricordo con grande affetto e per questo la notizia mi ha veramente rattristato. Da me a da tutto il mondo della Fiv un commosso abbraccio alla famiglia e un buon vento a te Sergio, ovunque tu stia navigando». (Ha collaborato
Alfonso Aloisi)
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