Test di massa, partenza in forse I tamponi disponibili sono pochi

6 Dicembre 2020

Quelli già utilizzabili sono 20mila, solo a metà della settimana si saprà quanti altri ne arriveranno D’Alberto: «Così è tutto più difficile. E un’altra incognita è l’adesione del personale sanitario» 

TERAMO. Lo screening di massa nel Teramano partirà, con ogni probabilità, dalle aree dove si registra la maggiore necessità di monitoraggio e tracciamento e quindi da quelle realtà territoriali che negli ultimi giorni hanno registrato l'incremento maggiore di casi, escludendo le residenze sanitarie. Questo con l'obiettivo di stroncare sul nascere eventuali focolai. È quanto emerso ieri pomeriggio nella riunione tra Asl, sindaci, Protezione civile e Regione alla quale hanno partecipato anche l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e l'assessore al lavoro Pietro Quaresimale. Riunione che era stata preceduta da un incontro all'Aquila tra il sindaco di Teramo in veste di presidente Anci, la Asl e la Protezione civile regionale, nel corso del quale quest'ultima avrebbe confermato come al momento sono disponibili solo 20mila tamponi.
«È emerso come potremmo arrivare a 40mila tamponi con i residui dell'Aquila», ha spiegato D'Alberto, «mentre non sono state ancora concluse le procedure per l'acquisto per gli ulteriori test. Questo rende difficile l'organizzazione, soprattutto perché l'obiettivo è concludere lo screening sulla provincia di Teramo entro le prossime due settimane, prima di Natale». In ogni caso già a metà settimana si dovrebbe sapere quale sarà il numero totale di test che arriveranno e per quel momento, come evidenziato da D'Alberto, si dovrà già sapere con quali comuni partire nel prossimo fine settimana. «Dopo l'incontro con la Protezione civile abbiamo fatto una visita nei punti allestiti all'Aquila per lo screening», ha continuato il primo cittadino, «e la macchina organizzativa messa in campo ci ha confermato come quello richiesto ai territori è uno sforzo imponente in cui i sindaci e i Comuni sono chiamati a mettere in campo non solo una grande organizzazione ma anche il personale. In questo fine settimana ci si sta muovendo sulle città più grandi come L'Aquila, Avezzano e Sulmona e sarà un test importante per vedere la risposta in termini di partecipazione della cittadinanza».
Tra le criticità emerse, secondo D'Alberto, c’è quella relativa all'adesione e partecipazione del personale medico, di cui si è discusso anche nella riunione di ieri pomeriggio. «Ho ribadito che questa è un'operazione sanitaria», ha aggiunto il primo cittadino, «che non può dunque prescindere dal numero di tamponi e dal numero delle forze messe in campo. Devo dire che noi con la Asl abbiamo avviato un'azione sinergica con gli Ordini professionali e già a inizio settimana dovremo avere un quadro delle forze in campo».
Intanto è stato già predisposto un protocollo organizzativo con la Asl che sarà approvato nei prossimi giorni ed è stata chiesta alla Provincia la disponibilità delle palestre delle scuole superiori per l'effettuazione dei test.
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