Tetto sfondato, dopo un’odissea intervengono i vigili del fuoco

NOTARESCO. È bastato un articolo sul nostro giornale per far muovere la lenta macchina della burocrazia sbloccando una situazione che sembrava destinata al peggio. Il problema riguardava un’abitazion...
NOTARESCO. È bastato un articolo sul nostro giornale per far muovere la lenta macchina della burocrazia sbloccando una situazione che sembrava destinata al peggio. Il problema riguardava un’abitazione di Notaresco, sgomberata dopo il terremoto, che aveva riportato pesanti danni dopo l’eccezionale nevicata di gennaio.
Tetto sfondato, con conseguenti danni all’interno dell’appartamento che si rovinava ogni giorno di più a causa delle piogge dei giorni scorsi. E il proprietario che non può incaricare una ditta per ripararlo perché nessuno gli dà l’autorizzazione. Né lo stesso riusciva a trovare la strada per far intervenire i vigili del fuoco, nonostante i ripetuti tentativi, in modo che almeno si tamponasse l’emergenza. Da qui la decisione di denunciare la situazione dalle pagine del Centro. «Il giorno in cui è uscito l’articolo sono arrivati i vigili del fuoco», dice soddisfatto Aldo D’Angelantonio, il proprietario della casa, mostrandoci una foto dell’intervento, «i quali hanno provveduto a coprire i buchi sul tetto con un telone in modo da impedire che l’acqua piovana e il vento provocassero altri danni all’interno dell’appartamento». L’uomo era stato costretto ad abbandonare la propria abitazione insieme alla famiglia il 2 novembre perché dichiarata inagibile attraverso un’ordinanza del sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura. «Ci siamo dovuti trasferire a Scerne», dice D’Angelantonio «affittando un appartamento a mie spese in attesa dei sopralluoghi della Protezione civile mai avvenuti e più volte sollecitati. Poi l’eccezionale nevicata di gennaio ha provocato il parziale crollo del tetto causando danni che forse il terremoto non ha prodotto». Da quel momento per D’Angelantonio sono iniziati i tentativi di mettersi in contatto con gli operatori dell’unità di crisi per chiedere un intervento . Così dal 23 gennaio con la sua prima telefonata al 115, si è giunti fino al 7 febbraio data dell’invio di una Pec, cioè una posta elettronica certificata, da parte di D’Angelantonio alla prefettura di Teramo e al Comune di Notaresco. Ma l’intervento risolutivo c’è stato solo l’11 febbraio.
Federico Centola
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