Torri faro da riattivare al porto: il costo dell’acciaio frena i lavori

L’aumento dei prezzi crea ulteriori ostacoli all’avvio dell’intervento di ripristino atteso da nove mesi Savini (Arap): «C’è anche il problema di autorizzazioni mancanti». Ferrante: consegnate tutte le carte
GIULIANOVA . L’aumento sui mercati del prezzo dell’acciaio e la mancanza di documenti rallentano il ripristino delle torri faro al porto. È Giuseppe Savini, presidente dell’Arap, l’Azienda regionale attività produttive, che spiega la situazione particolare in cui è incappata la soluzione del problema che il porto vive da fine giugno 2021. «Sappiamo tutti cosa è stato l’andamento dei prezzi dell’acciaio volati alle stelle», afferma, «però, a conti fatti, dovremmo rientrare nel budget a disposizione pur se ci sono stati dei grossi momenti di perplessità. A parte questo, abbiamo dovuto fermare l’ordine in quanto per diversi plinti, che dovranno accogliere le torri faro, mancano le relative certificazioni. A questo punto abbiamo deciso di svolgere un ulteriore lavoro, attraverso una ditta specializzata, per verificare lo stato dei plinti».
Savini non è in grado di fornire una data entro cui tutto tornerà nella normalità. Le variabili sono diverse ed è quindi difficile avere certezze. Ci sono però altre esigenze da parte della marineria e dell’autorità marittima. La prima chiede il ritorno alla normalità dopo nove mesi di precarietà dell’illuminazione in ambito portuale, che ha reso difficoltosa l’attività dei pescherecci nello sbarco del prodotto. La seconda, che ha più volte sollecitato la Regione, titolare dell’infrastruttura, sollecita la sistemazione delle torri faro anche per ragioni di sicurezza. L’auspicio è che la situazione si sblocchi da un giorno all’altro, ma puntualmente spunta l’ennesimo inghippo per l’avvio dei lavori. In primavera, tra l’altro, riprenderà la nautica da diporto che, con la bella stagione, viene praticata anche di notte. La necessità del ripristino delle torri faro si espanderà dunque anche al comparto turistico e non solo a quello peschereccio. Il porto, insomma, non può sopportare ancora a lungo il disagio della mancanza di luce senza subire danni irreparabili.
Sulla problematica interviene Valentino Fabrizio Ferrante, presidente dell’Ente Porto. «Siamo costantemente in contatto con Regione e Arap per superare la situazione nel migliore dei modi», assicura, «abbiamo consegnato tutta la documentazione riguardante i plinti. Del bando riguardante le torri faro, inoltre, fanno parte anche i box sul molo nord per il ricovero delle reti e delle attrezzature da pesca e le tettoie che saranno a disposizione dei lavoratori del mare per la riparazione delle reti».
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