Tortoreto al voto: Fratelli d’Italia difende il Piccioni bis

TORTORETO. «Il partito ha dovuto impedire una deriva politica»: così la coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia Marilena Rossi e il consigliere Luca Frangioni motivano il commissariamento del...
TORTORETO. «Il partito ha dovuto impedire una deriva politica»: così la coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia Marilena Rossi e il consigliere Luca Frangioni motivano il commissariamento del circolo di Tortoreto e replicano all’ex coordinatore Claudio Seccafieno. Nei giorni scorsi Seccafieno aveva infatti bollato l’appoggio del partito alla ricandidatura del sindaco Domenico Piccioni alle elezioni comunali di primavera come di «una imposizione senza confronto». Secondo le indiscrezioni, inoltre, quasi un centinaio di iscritti “ribelli” di Fratelli d’Italia si sta spostando verso liste alternative.
«Fratelli d'Italia esprime un consigliere comunale, Massimo Figliola, e da qualche mese anche l'assessore Giorgio Ripani», spiegano Rossi e Frangioni, «la linea del partito è innanzitutto quella della coerenza e della salvaguardia degli eletti e del lavoro svolto negli ultimi anni. I nuovi entrati avevano idee diverse, troppo diverse dalla linea del partito che si trova in maggioranza. Il coordinamento provinciale ha provato tante volte una mediazione, ma la volontà di fare un percorso alternativo ha prevalso sul senso di appartenenza al partito ed è stato consequenziale fare chiarezza commissariando un circolo che non seguiva la linea politica del partito». Sui numeri: «Riguardo gli oltre 100 tesserati fuoriusciti pronti a impedire il secondo mandato al sindaco Piccioni occorre fare una precisazione: nell'anno in corso a Tortoreto risultano esserci le tessere fatte dal consigliere Figliola, dall'assessore Ripani ed altre arrivate spontaneamente dal web». E le conclusioni: «Il problema di Seccafieno è stato quello di voler ossessivamente formare un gruppo contro l'attuale maggioranza, riuscendo a creare però squilibrio e fibrillazione. Se è vero che Fratelli d'Italia si candida ovunque per essere un partito di governo, non può mettere da parte e oscurare chi c'era anche quando i consensi erano molti di meno dei giorni nostri». (l.t.)

