Tortoreto, chiuso il primo piano del palazzetto dello sport

3 Gennaio 2015

Ordinanza del Comune per problemi di sicurezza, ma il campo di gioco e gli spalti restano agibili La parte inutilizzabile ospita alcune associazioni tra cui il gruppo locale della Protezione civile

TORTORETO.

Il palazzetto dello sport di Tortoreto non è del tutto sicuro e il Comune è costretto a chiudere un parte dell’edificio perevitare pericoli per le persone. L’ordinanza di interdizione fino al completamento di eventuali lavori di adeguamento sismico, firmata nei giorni scorsi dal vicesindaco Massimo Tarquini, non dovrebbe però compromettere la stagione delle società sportive che utilizzano il palazzetto di via Napoli per i campionati e per le gare a livello agonistico. Ad essere colpito dalla chiusura, infatti, è il primo piano dove si trovano i locali che ospitamo alcune associazioni tortoretane, tra cui la sezione locale “Matteo Vannucci” della Protezione civile.

Nessuna interdizione, invece, è prevista nell’ordinanza per quanto riguardo spalti e area di gioco e anche il piano terra adibito a spogliatoi rimane accessibile. Le prime indicazioni sullo stato dell’edificio, comunque, erano state segnalate al Comune, allora governato dall’amministrazione del sindaco Gino Monti, nel febbraio 2013, quando arrivò una prima relazione tecnica riguardante la sicurezza statica del palazzetto. Ma sono state le ultime due relazioni di verifica statica firmate da un ingegnere e dall’architetto del Comune, arrivate durante le feste natalizie appena passate, a provocare la chiusura immediata del primo piano, con un’ordinanza firmata dal vicesindaco il 30 dicembre (in assenza del sindaco Alessandra Richi) «che è contingibile ed urgente e che sarà valida fino a quando l’edificio non presenterà adeguata e certificata sicurezza strutturale, tale da far ricorrere gli estremi per una revoca».

Secondo i due tecnici, infatti, «l’edificio non presenta adeguata sicurezza nei confronti dei carichi direttamente dipendenti dall’uso dell’edificio stesso. Con l’interdizione, comunque, la parte al piano terra resterebbe utilizzabile».

Ma oltre al problema di natura strutturale dell’edificio, l’ordinanza segnala anche un’altra questione: lo stabile in cemento armato presenterebbe «evidenti difformità» rispetto al progetto depositato presso gli uffici del Genio civile regionale. Ad ogni modo ora il Comune, oltre che a fare chiarezza sulla vicenda, per recuperare quei locali e riaprire totalmente il palazzetto dello sport dovrà impegnarsi per risistemarlo, cosa che potrebbe richiedere una lunga trafila burocratica e un importante sacrificio di natura economica.

Il primo passo è però compiuto: con l’ordinanza arriva anche il mandato agli uffici tecnici comunali di «provvedere all’esecuzione dei lavori necessari a garantire la pubblica sicurezza, al fine dell’eliminazione del pericolo».

Luca Tomassoni

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