Tortoreto deve ridare 10mila euro all’associazione “Il randagio”

23 Novembre 2018

Il Comune di Tortoreto perde una causa sulla gestione dei cani randagi e deve liquidare alla controparte un risarcimento di oltre 10mila euro. Destinataria della somma dopo la sentenza del tribunale...

Il Comune di Tortoreto perde una causa sulla gestione dei cani randagi e deve liquidare alla controparte un risarcimento di oltre 10mila euro. Destinataria della somma dopo la sentenza del tribunale civile di Teramo è l’associazione “Il Randagio”, a cui furono affidati dal Comune alcuni cani raccolti dalle strade durante l’amministrazione Monti nel 2009. L’ente, però, avrebbe poi smesso di aiutare economicamente l’associazione a partire dal 2010, mentre gli animali non sono stati trasferiti nel canile consortile di Alba Adriatica e alcuni di loro sono ancora in cura presso la sede dell’associazione. Dopo anni, è arrivato il ricorso e il contenzioso legale, terminato nei mesi scorsi con la decisione dei giudici di addebitare al Comune anche gli interessi per la retta non pagata e le spese legali. Il tema fu al centro di una vivace discussione politica nello scorso mese di luglio, quando si parlò in consiglio comunale di un debito fuori bilancio di 15mila euro. L’ente ha deciso di non opporsi e nei giorni scorsi ha liquidato il risarcimento di 10mila e 800 euro. Nel frattempo, sempre sul fronte dei tanti contenziosi legali che vedono protagonista il Comune di Tortoreto, gli uffici del municipio hanno dato seguito alla decisione della giunta del sindaco Domenico Piccioni di opporsi alla sentenza del tribunale del lavoro che aveva intimato il reintegro alla sua vecchia mansione dell’ex custode del cimitero, spostato in altro settore durante la gestione commissariale durante l’esternalizzazione del servizio ad una ditta albense. È stato infatti dato incarico ad un legale di difendere le ragioni del Comune stanziando circa 7mila euro per la parcella. Anche questa vicenda è stata al centro di polemiche: in consiglio comunale, infatti, le opposizioni chiesero all’amministrazione di tentare la via del dialogo con il suo dipendente ed evitare ulteriori contenziosi, ma questa via è evidentemente fallita sul nascere. (l.t.)