Tribunale, arrivano i rinforzi Cartabia sblocca i nuovi posti

Già assegnati tre giudici e quattro amministrativi, progettati e finanziati i lavori di messa in sicurezza Il presidente dell’Ordine degli avvocati: «Soddisfatti delle prime risposte, ma altro deve essere fatto»
TERAMO. La caduta anticipata del Governo, così come per altre centinaia di questioni rimaste aperte a livello nazionale, non ha sicuramente facilitato i tempi. Ma le prime risposte stanno arrivando. Il caso è quello del tribunale teramano, della sua carenza di giudici e amministrativi, del suo carico di arretrato che nei mesi scorsi ha mobilitato varie istituzioni dopo il grido d’allarme lanciato in più occasione dall’Ordine degli avvocati.
In arrivo, dopo i due già in servizio da qualche mese, ci sono altri tre giudici nuovi: un magistrato già assegnato e due in procinto di esserlo. Questi ultimi sono la conseguenza della firma, da parte del ministro della Giustizia Marta Cartabia, dei decreti attuativi per le piante organiche flessibili. Via libera che, entro l’anno, dovrebbe assegnare sei nuovi giudici al distretto giudiziario dell’Aquila e di questi due saranno destinati al palazzo di giustizia teramano.Prime risposte anche sul fronte della carenza del personale amministrativo: sono già stati assegnati quattro nuovi dipendenti e altri sei dovrebbero aggiungersi ai 34 dell’ufficio del processo. Altro argomento è quello dei lavori nel palazzo di giustizia: a livello ministeriale sono stati finanziati e progettati gli interventi di messa in sicurezza del fabbricato, il rifacimento di tutti i servizi igienici, l’installazione del servizio di climatizzazione (ora solo parziale) in tutto l’edificio. Dice il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Antonio Lessiani, da mesi in prima fila nella battaglia avviata per chiedere risposte: «Come categoria siamo soddisfatti del fatto che qualcosa cominci finalmente a muoversi. Piano piano arrivano le prime risposte a tutta la nostra mobilitazione a cominciare dalla progettazione e dal finanziamento dei lavori. Ovviamente questo è solo l’inizio non basta. Qualcosa è stato fatto, ma tanto altro deve essere fatto. Noi resteremo attenti e vigili, soprattutto sul fatto che l’emergenza del tribunale teramano continui a restare tali sui tavoli ministeriali». Nel palazzo di giustizia teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto e vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita. Così se prima bisogna smaltire l’arretrato è evidente che per le nuove iscrizioni il tempo slitta. Ma non basta: a Teramo i tempi di definizione di un procedimento civile sono di mille giorni, il numero più alto rispetto a quelli degli altri tribunali abruzzesi (a Pescara e Chieti ne servono poco più di 300), un magistrato ha il 17% di carico di lavoro in più rispetto ai colleghi di altri tribunali e un dipendente amministrativo il 38%. Numeri quelli dell’arretrato che, con un Pnrr che premia chi è al passo con i tempi della giustizia europea, indicano per Teramo una strada tutta in salita.
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