Tribunale, la carenza di giudici e impiegati va all’esame del Csm

29 Aprile 2022

Martedì il vice presidente Ermini incontra una delegazione E il senatore D’Alfonso interroga il ministro Cartabia

TERAMO. I mali del tribunale di Teramo approdano sul tavolo romano del Csm. Martedì prossimo, 3 maggio, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini incontrerà una delegazione dei rappresentanti della giustizia teramana per discutere le problematiche del tribunale aprutino. La carenza di personale è da mesi al centro di dibattiti pubblici e istituzionali che hanno visto anche un diretto interessamento del sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto intervenuto nel convegno dello scorso 11 aprile organizzato a Teramo dal consiglio dell’Ordine degli avvocati. La questione è stata inoltre portata all'attenzione del ministro della Giustizia Marta Cartabia da una interrogazione del senatore Luciano D'Alfonso, lo stesso che fa sapere come il vice presidente del Csm abbia dato la disponibilità a un incontro per discutere del dossier sulle condizioni del tribunale. All'appuntamento prenderanno parte: il presidente del tribunale di Teramo Carlo Calvaresi, il procuratore capo di Teramo Ettore Picardi, il presidente dell'ordine degli avvocati di Teramo Antonio Lessiani, il presidente di sezione del tribunale di Teramo Flavio Conciatori, il presidente della camera penale di Teramo Gennaro Lettieri e il presidente dell'Aiga (giovani avvocati) Teramo Stefano Franchi.
«Il tribunale di Teramo versa da troppo tempo in una situazione di eccezionale drammaticità, essendo in tale sede pendenti due terzi dell'arretrato dell'intero distretto, con il più alto numero di procedimenti iscritti da più di 10 anni, ed essendo il periodo di tempo medio per la definizione di una causa civile superiore a 1.000 giorni, contro i 296 di Chieti e i 368 di Pescara», dice il senatore D'Alfonso, e continua: «In tale sede è assegnato in pianta organica, mai integralmente coperta, il 21,15 per cento dei giudici ordinari, il 15,94 per cento dei giudici onorari e meno del 18 per cento del personale amministrativo spettanti al tribunale del distretto, a fronte dei carichi di lavoro derivanti da flussi ordinari mediamente attestati intorno al 25 per cento, sia in materia penale», conclude, «che civile».
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