Tribunale, ora il caso è nazionale Il sottosegretario: venite a Roma

12 Aprile 2022

Sisto interviene da remoto nell’affollato incontro organizzato dall’Ordine degli avvocati e dice: «Da voi i processi nascono già vecchi, ma sulla situazione del personale si può intervenire» 

TERAMO. La sintesi estrema è nelle parole del sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto collegato da Roma: «A Teramo i processi nascono vecchi». Il caso del tribunale con il suo carico di arretrati, le sue cause civili da mille giorni, la sua carenza di magistrati e personale amministrativo mobilita istituzioni e politica dopo anni di allarmi inascoltati come se il sistema giustizia non fosse sempre un bene da tutelare.
E un primo risultato l’incontro che si è svolto ieri organizzato dal consiglio dell’Ordine degli avvocati lo ha ottenuto come annuncia il presidente Antonio Lessiani: «Il sottosegretario si è detto disponibile ad incontrarci subito tutti a Roma per fare un piano delle cosa da fare. E noi siamo pronti ad andarci con le nostre richieste». Perché Sisto, la cui presenza era prevista a Teramo ma che è stato bloccato a Roma dalla commissione Giustizia alle prese con la riforma del Csm, collegato in videoconferenza ha detto: «Vi aspetto a Roma per iniziare un percorso comune sul tribunale di Teramo». Sottolineando che: «I numeri del personale non sono così terrificanti. Si può intervenire. Il vero problema è l’arretrato. A Teramo i processi nascono vecchi perchè per smaltire prima gli arretrati quelli nuovi già diventano vecchi». Perchè nel palazzo di giustizia teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto e vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita. Così se prima bisogna smaltire l’arretrato è evidente che per le nuove iscrizioni il tempo slitta. Ma non basta: a Teramo i tempi di definizione di un procedimento civile sono di mille giorni, il numero più alto rispetto a quelli degli altri tribunali abruzzesi (a Pescara e Chieti ne servono poco più di 300), un magistrato ha il 17% di carico di lavoro in più rispetto ai colleghi di altri tribunali e un dipendente amministrativo il 38%. «Con la riforma del processo civile e penale molte cose cambieranno», dice Sisto, «e questo sicuramente snellirà i tempi». Ma nell’attesa i numeri sono quelli che sono e con un Pnrr che premia chi è al passo con i tempi della giustizia europea, è evidente che Teramo di strada da fare ne ha veramente tanta. E anche se il pressing di politici e istituzioni nei confronti del ministro della giustizia Marta Cartabia per chiedere interventi strutturali per il palazzo di giustizia teramano scandisce ormai la cronaca quotidiana, la realtà resta quella della mole di arretrato da smaltire che nei fatti diventa una zavorra. «E di questa dobbiamo liberarci subito» dice Lessiani.
I parlamentari, i consiglieri regionali, gli amministratori locali (a partire dai sindaci come si spiega nell’articolo a fianco) ieri hanno annunciato che la battaglia del tribunale è una battaglia di tutti. La prima tappa è il prossimo incontro romano con il sottosegretario Sisto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA