Tributi spariti, l’indagato nega: «Accuse del tutto infondate»

17 Luglio 2024

Lettera del dipendente comunale al “Centro”: «Chiarirò la vicenda agli inquirenti, si tratta di malintesi Mi viene addebitato di aver riscosso somme in contanti, ma potevo farlo. Confido nella giustizia»

PINETO. Il dipendente comunale di Pineto indagato per truffa, peculato e appropriazione indebita perché avrebbe intascato i soldi dei tributi versati direttamente nelle sue mani dai cittadini è tornato due giorni fa al lavoro dopo un periodo di ferie ed è stato provvisoriamente spostato in biblioteca. Ieri ha voluto affidare al Centro la propria autodifesa in una nota che riportiamo integralmente: «Quotidianamente sulla stampa locale mi trovo costretto a leggere articoli che riportano una versione distorta riguardante la mia posizione lavorativa e personale in relazione all'inchiesta attualmente in corso presso il Comune di Pineto. Al fine di offrire la reale versione dei fatti mi trovo oggi costretto a prendere una posizione pubblica per difendere la mia integrità e la mia reputazione. Preliminarmente mi è d'obbligo sottolineare come le accuse mosse nei miei confronti sono infondate e non riflettono assolutamente la realtà degli avvenimenti, secondariamente ritengo doveroso evidenziare che gli inquirenti non hanno ancora raccolto la mia versione dei fatti che di certo chiarirà ogni contorno di questa triste vicenda. Gli elementi acquisiti contro di me, per come rappresentati sui quotidiani, sono basati su malintesi e su interpretazioni errate di situazioni che non hanno nulla a che vedere con attività illecite; oltretutto mi viene addebitata la modalità di riscossione in contanti dei tributi che invece rientra fra le funzioni proprie dell'ufficiale della riscossione per la loro corretta estinzione. Tengo a precisare che sono un lavoratore onesto, con alle spalle una carriera quarantennale, di cui 20 trascorsi fra Soget e Comune di Pineto, da ultimo come ufficiale della riscossione. Ho sempre espletato le mie mansioni in maniera irreprensibile e attualmente sono prossimo alla pensione; la mia condizione personale mi consente di vivere con una cauta serenità incoraggiato dalla vicinanza della mia famiglia. Chi mi conosce sa che sono una persona leale, che ha sempre lavorato duramente per guadagnarsi da vivere in modo onesto. Il mio impegno professionale è sempre stato volto a fornire il miglior servizio possibile, all'ente ed alla comunità locale, rispettando tutte le normative e le leggi vigenti non ho mai cercato scorciatoie né compromessi che potessero mettere a rischio la mia integrità morale e professionale sono fermamente convinto e fiducioso che la verità emergerà presto e che la giustizia prevarrà, dimostrando la mia totale estraneità agli addebiti che oggi mi sono contestati. Confido nell'operato del sistema giudiziario che saprà valutare correttamente i fatti e restituirmi la dignità e la tranquillità che merito. Concludo ribadendo con forza la mia innocenza. Continuerò a lottare per far emergere la verità, consapevole che solo la trasparenza e l'onestà possono restituirmi la serenità di cui ho bisogno per continuare a vivere e lavorare con la stessa dedizione di sempre».(red.te)