Un anno deludente per il turismo Nel 2018 meno arrivi e presenze

Da aprile a settembre non c’è stato un calo, il dato negativo deriva dai periodi di bassa stagione L’ex assessore D’Ignazio: «Avevo ragione io». Di Carlo: «Bisogna offrire qualcosa di diverso»
GIULIANOVA. Nel corso del 2018 il turismo a Giulianova ha segnato il passo. A confermarlo i dati ufficiali snocciolati dalla Regione Abruzzo, che parlano di 95.230 arrivi, pari allo 0,6 per cento in meno rispetto al 2017, e di 528.902 presenze, con una flessione del 4 per cento. Una tendenza opposta a quella registrata a livello regionale. In Abruzzo, infatti, nel 2018 gli arrivi sono stati 1.640.136, con un incremento complessivo del 5 per cento, e le presenze 6.193.473, con un aumento del 3 per cento. Tornando a Giulianova l’unico dato positivo, anche se non entusiasmante, è quello riferito al periodo che va da aprile a settembre, quando gli arrivi sono stati 78.965, pari allo 0,7 per cento in più rispetto al 2017 e le presenze 490.022, praticamente invariate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri di fatto all’insegna della staticità e che evidenziano la difficoltà a destagionalizzare l’offerta turistica.
Al termine della stagione estiva 2018 i dati relativi al turismo erano finiti al centro di una forte polemica tra l’ex sindaco Francesco Mastromauro, che aveva parlato di un notevole incremento di arrivi e presenze, e l’ex assessore regionale Giorgio D’Ignazio che, al contrario, aveva contestato le affermazioni dell’allora primo cittadino. Ora che sono stati resi noti i numeri ufficiali, che riguardano sia il territorio regionale che quello giuliese, lo stesso D’Ignazio torna sulla questione. «Feci notare a suo tempo a Mastromauro che i dati da lui annunciati erano errati e che probabilmente la fonte non era attendibile», sottolinea D’Ignazio, «come assessore al turismo avevo il polso della situazione ed ero in possesso di elementi che mi hanno portato a contestare certe affermazioni. Meno male che, come sempre, il tempo è galantuomo ed oggi le evidenze confermano, purtroppo, ciò che affermavo allora». In linea con le posizioni di D’Ignazio anche Marco Di Carlo, presidente di Federalberghi ed ex presidente della consulta del turismo. «Quando non si riesce ad offrire all’ospite qualcosa di diverso o di maggiormente attrattivo», commenta Di Carlo, «è chiaro che poi i risultati diventano non soltanto negativi, ma anche punitivi. Nel momento in cui parlavo di andamento non soddisfacente per il 2108 non era una critica all’amministrazione, ma un dato oggettivo di cui oggi abbiamo avuto piena contezza con numeri, statistiche e percentuali. Fui criticato per aver detto la verità che alla fin fine era un dato di fatto».
L’imprenditore, rispetto a quanto fornito dagli uffici regionali, rileva anche un’altra tendenza, sottolineando come si sia ridotto il soggiorno medio per singola persona. «Il turismo non può essere improvvisazione», continua Di Carlo, «ma va programmato come ogni altra attività. Pensare che Giulianova, una delle più importanti località balneari abruzzesi, debba segnare il passo e addirittura cedere delle posizioni non è accettabile. Purtroppo siamo in controtendenza rispetto all’intera regione». Il discorso scivola ovviamente sull’imposta di soggiorno: «Nonostante le significative somme incassate», conclude Di Carlo, «non si è compiuto nessun passo strategico, nessuna attività promozionale, non sono stati incentivati i servizi turistici. Purtroppo Mastromauro ha badato solo ai proclami elettorali». Da qui la necessità di invertire la rotta.
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