Un piano spiaggia tutto da rifare È in contrasto con quello regionale

28 Ottobre 2016

L’assessore Ruffini va a Pescara per cercare di salvare il documento ma bisogna ricominciare da capo «Non possiamo rimpicciolire le concessioni, così sfumano occasioni di lavoro create per i giovani»

GIULIANOVA. Il piano demaniale marittimo comunale è da rifare. Ieri mattina, infatti, l’assessore al demanio Fabio Ruffini si è recato in Regione per vedere il da farsi: il piano comunale non era in sintonia con quello regionale.

L’inghippo, ha spiegato Ruffini, sta tutto in una frase dell’articolo 5 della legge quadro regionale che recita che «nei litorali dove è già presente il 20% di spiaggia libera le concessioni esistenti sono fatte salve». Il piano comunale giuliese, invece, nonostante la presenza di questo 20% di arenile libero, prevedeva il taglio delle concessioni più grandi, cioè quelle che superano i 100 metri, per realizzare otto nuove concessioni. La questione era stata già segnalata da Domizio Scilli, segretario del Sindacato italiano balneatori, che aveva anche detto di aver richiesto un commissario ad acta alla Regione in merito. Il commissario non è servito: anche il Comune aveva ammesso l’incongruità del piano comunale con quello regionale. «In questo modo», ha commentato amareggiato Ruffini, «vengono meno tutti i nostri buoni propositi presenti nel nostro piano, che era all’avanguardia in tutta la costa perché avrebbe creato nuove possibilità economiche andando a rimodulare spiagge troppo ampie». La Regione aveva dato un anno all’amministrazione giuliese (scaduto ad aprile scorso) per adeguare il piano, ma l’amministrazione aveva comunque deciso di attendere la fine della stagione estiva.

Fretta, infatti, non ce n’è, visto che le concessioni esistenti sono state prorogate fino al 2020. «Adesso dovremo sederci a un tavolo», ha proseguito l’assessore al demanio, «con i tecnici e decidere come procedere modificando il piano spiaggia secondo le direttive regionali. Siamo imbarazzati dalle richieste della Regione che, tra l’altro, ha inserito la frase in oggetto solo in fase di approvazione definitiva. Il nostro piano era coraggioso e lungimirante e aveva creato aspettative di lavoro nei giovani. La scelta fatta dal governo regionale va contro l’indirizzo degli anni passati. Anche la stessa legge europea Bolkestein prevede di dare gli stessi diritti su un bene pubblico ed era proprio quello che stavamo cercando di fare rimodulando le concessioni troppo grandi». Ruffini, comunque, ha chiesto in Regione se alla scadenza della proroga delle concessioni, nel 2020, il Comune avrebbe potuto tagliare quelle più grandi. La Regione ha risposto no. Ora, dunque, è tutto da rifare.

Margherita Totaro

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