Una rassegna musicale fra leggende e nomi di nicchia

7 Ottobre 2016

TERAMO. Leggende, nomi di nicchia e contaminazioni: la rassegna musicale "Ottobre è il mese dell'udito" del circolo Arci Officine Indipendenti punta sulla qualità con artisti del calibro di Steve...

TERAMO. Leggende, nomi di nicchia e contaminazioni: la rassegna musicale "Ottobre è il mese dell'udito" del circolo Arci Officine Indipendenti punta sulla qualità con artisti del calibro di Steve Wynn ed Emidio Clementi. Il primo, guida dei Dream Syndicate, formazione che più di ogni altra è stata espressione del "pasley underground" -scena degli anni Ottanta che mescolava psichedelia e punk rock- sarà a Teramo domenica 9 ottobre. Il secondo, già leader dei Massimo Volume, arriverà in città sabato 29 con il progetto Sorge realizzato in collaborazione con Marco Caldera. Il duo presenterà "La guerra di domani", un album di elettronica, pianoforte e voce. Per i due concerti è previsto un biglietto.

Ma ce ne sarà per tutti i gusti in questa rassegna realizzata senza fondi pubblici. Si partirà stasera con il repertorio soul, funk e rhythm & blues della cantante canadese Rebecca Noelle, accompagnata dai musicisti locali Remo Leonzi, Fabrizio Ginoble, Michele Rapini e Tommaso Paolone. Domani sera invece spazio alle sonorità ska, rocksteady e early reggae di dj Paco BossCocky da Riccione, per l'appuntamento degli Original Mods Teramo "Rudies. Vintage jamaican muzik". Venerdì 14 con il trio Projeto Kriolsamba, composto da Helena Vieira, Umberto Proietto ed Elmar Schäfer, si attraverseranno differenti stili: afro samba, bossa nova e batuque capoverdiano. Ancora un trio il 19 con i Sinister kris combo da Berlino e uno spettacolo a base di surf punk e burlesque. Venerdì 21 ottobre invece doppio evento: il quartetto punk di Liverpool, Peter Bentham and the dinner ladies, sarà infatti preceduto dall'esibizione dei teramani Amelie Tritesse che presenteranno il nuovo progetto di reading rock. La rassegna chiuderà il 31 ottobre con la band locale Clowns from other space.

Emanuela Michini

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