Università nell’ex manicomio: si attende il ripristino dei fondi

17 Settembre 2023

La Regione deve riavere dal Governo i 30 milioni disimpegnati nel 2020, poi li girerà all’ateneo Nel frattempo il progetto definitivo ed esecutivo della Cittadella della cultura è stato validato

TERAMO. Università nell’ex manicomio, l’iter della grande opera che potrebbe rivitalizzare il centro storico di Teramo va avanti piano. Anzi, al momento è fermo in attesa che tornino nelle casse della Regione i circa 30 milioni di euro necessari per realizzare il primo lotto. Si tratta di fondi europei stanziati ai tempi del Masterplan di D’Alfonso e ritirati dalla giunta Marsilio quando, nel 2020, il ministero delle Coesione territoriale pose sotto osservazione una serie di progetti del Masterplan che, essendo in ritardo sulla tabella di marcia, non sarebbero stati in grado di raggiungere le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 2021, e quindi erano a rischio definanziamento. Tra questi progetti c’era quello riguardante l’ex manicomio di Teramo. All’epoca l’amministrazione regionale guidata da Marco Marsilio strinse un accordo con il ministro Giuseppe Provenzano in base al quale quei fondi sarebbero stati per il momento disimpegnati per poi tornare disponibili nel momento in cui le opere fossero state cantierabili. Nel frattempo, per mandare avanti la progettazione, la Regione ha versato all’Università di Teramo (che è il soggetto attuatore dell’opera) un’anticipazione da 1,5 milioni.
L’ateneo teramano dal 2021 a oggi ha fatto quanto poteva e doveva per recuperare il tempo perduto e arrivare alla gara d’appalto. All’inizio del 2023 la conferenza dei servizi che riuniva tutti i soggetti interessati all’opera ha dato il via libera alla progettazione definitiva e quest’estate è arrivata la validazione da parte di un soggetto terzo – come prevede la norma per opere di questa portata – del progetto definitivo ed esecutivo. L’ateneo ha così potuto trasmettere in Regione tutte le carte necessarie per riavere il finanziamento del Masterplan. Se non ci sono dubbi sulla volontà politica dell’amministrazione Marsilio di ridestinare all’ex manicomio quei fondi (il governatore si è più volte espresso pubblicamente al riguardo), a questo punto si apre un’altra fase la cui durata è difficile da prevedere, visti i passaggi burocratici necessari. La Regione Abruzzo intanto deve recuperare i fondi dal Governo; poi li girerà all’Università, che a quel punto potrà pubblicare il bando di gara. Passeranno altri mesi? Su questo nessuno al momento vuole – e forse neanche può – fare dichiarazioni. Nel frattempo l’Università di Teramo si sta muovendo per cercare ulteriori finanziamenti, perché i 30 milioni del Masterplan basteranno a portare in centro il Dams e l’intero dipartimento di Scienze della comunicazione, ma ne serviranno almeno altrettanti per completare l’ambizioso progetto della Cittadella della cultura, con il quale si vogliono creare nell’ex manicomio spazi culturali aperti a tutti.
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