«Va tolta ai Comuni la manutenzione dei corsi d’acqua»

4 Maggio 2022

Gli enti locali non hanno né risorse né personale per farla Passa la mozione per affidarla ai Consorzi di bonifica

TERAMO. Il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la mozione, presentata dalla “Casa dei Comuni” e relazionata dal consigliere Ernesto Iezzi, che contrasta il trasferimento delle competenze sulle aste fluviali minori dalle Province ai Comuni: un trasferimento che non si è mai realizzato e che sta creando notevoli problemi ai Comuni, all’ambiente e alle economie del territorio perché le mancate manutenzioni dal 2015 sono fra le cause principali di dissesti e allagamenti.
La storia è nota: le Province – in particolare quella di Teramo – da anni chiedono una definizione della questione. Dopo la riforma Delrio la Regione Abruzzo, nel ridisegnare le competenze, ha assegnato ai Comuni le funzioni di manutenzione di tutte le “opere idrauliche” che non sono di espressa competenza regionale e che prima erano in capo alle Province. Di fatto, tutti i corsi d’acqua cosiddetti minori. Negli accordi quadro a suo tempo sottoscritti, però, non sono state previste risorse finanziarie, professionali e strumentali in favore dei Comuni mentre finanziamenti e personale dei settori idraulici delle Province sono passati alla Regione. Gli enti locali, quindi, non sono in grado di far fronte a questa funzione essenziale mentre le Province non possono più occuparsene. «Un vulnus», lo ha definito il consigliere Iezzi, che è di Pineto e conosce bene la problematica, «che va risolto presto dalla stessa Regione che ha legiferato in materia. I rischi sono tanti: dalla sicurezza dei luoghi a quelle delle persone». Il consigliere Enio Pavone e lo stesso presidente hanno espresso il sostegno della maggioranza: «Una scelta assurda», ha commentato Diego Di Bonaventura, «secondo la Regione i corsi d’acqua si curano a pezzi, ogni Comune il suo sovvertendo tutte le regole dell’idraulica». Nella provincia teramana, nessun Comune ha aderito alla convenzione e sei hanno espresso ufficialmente il parere negativo. Con la mozione si avanzano due proposte: recepire quella dell’Osservatorio regionale che prevede l’attribuzione della competenza ai Consorzi di bonifica e, nel contempo, assegnare in via d’urgenza alle Province le risorse per intervenire sulle aste fluviali in un oggettivo stato di criticità.
URBANISTICA. L’assemblea ha poi accolto favorevolmente, all’unanimità, il parere tecnico di compatibilità – emesso del settore Urbanistica e Pianificazione territoriale – alla richiesta di variante al piano regolatore di Mosciano. L’architetto Giuliano Di Flavio ha illustrato il provvedimento corredato anche di una serie di rilievi che dovranno essere recepiti dal Comune. Sempre con parere unanime è stata approvata la declassificazione della provinciale 47/ A che, quindi, entra nel patrimonio stradale del Comune di Cortino. Infine è stata adottata la variantealla normativa tecnica di attuazione dell’agglomerato industriale di Sant’Atto, nel comune di Teramo, che consentirà al Centro servizi “Gli Angeli” di realizzare una casa funeraria.
BANDIERE BLU. A chiusura dei lavori il presidente è intervenuto per commentare la buona notizia della Bandiera blu a tutti i Comuni della costa teramana: «La buona politica ancora conta qualcosa nonostante i tempi molto difficili. A tutti i Comuni, e anche alla Ruzzo Reti che ha investito per migliorare i sistemi di depurazione, vanno i complimenti della Provincia. Festeggeremo presto insieme».(red.te)