Veco e Atr, un tavolo per ricollocare i 120 operai licenziati

25 Febbraio 2022

È l’impegno preso dalla Regione davanti ai lavoratori che hanno protestato all’Emiciclo con cartelli e striscioni

TERAMO. La Regione si è impegnata a convocare un tavolo per cercare di ricollocare quanti più lavoratori delle fallite Atr e Veco sarà possibile. È questo il risultato strappato ieri mattina all’Aquila da una delegazione dei 120 lavoratori delle due ormai ex industrie della Val Vibrata, guidata dai sindacati provinciali dei metalmeccanici Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.
La delegazione, che con cartelli e striscioni ha protestato davanti al palazzo dell’Emiciclo, dov’era in corso la seduta del consiglio regionale, per quella che ha ribadito essere un’assenza della politica nelle grandi vertenze industriali del territorio, è stata prima ricevuta dall'assessore al lavoro Pietro Quaresimale alla presenza dei consiglieri di opposizione Silvio Paolucci, Dino Pepe e Sandro Mariani. «Quaresimale», riferisce Natascia Innamorati della Fiom Cgil, «ha evidenziato i 4,3 milioni di euro appena stanziati dalla Regione per prorogare l’area di crisi complessa Vibrata-Tronto, ma riteniamo che il tempo sia ormai scaduto perché questo strumento sia realmente efficace, del resto per l’area di crisi complessa ci sono da anni dieci milioni inutilizzati e questo dimostra che non si è riusciti ad analizzare davvero i bisogni del territorio. Il bando per l’area di crisi uscirà a giugno, anche se quei soldi arrivassero non è detto che ne beneficeranno i lavoratori delle due imprese in questione, che comunque nel giro di pochi mesi finiranno tutti gli ammortizzatori sociali e saranno licenziati».
La delegazione ha chiesto con forza di incontrare anche il presidente Marco Marsilio. «Quando è arrivato», continua Natascia Innamorati, «si è lamentato dei toni utilizzati dai lavoratori e ha detto che la Regione non ha il potere di risolvere le vertenze industriali. Questa frase ci ha molto colpito e ci siamo chiesti: qual è dunque il ruolo della Regione, che ha un assessorato al lavoro? Quantomeno l’ente avrebbe dovuto mettere in atto una strategia di politica industriale, mettere intorno a un tavolo imprese e soggetti istituzionali. Loro sostengono di averlo fatto, ma – semmai sia stato davvero fatto – non è stato efficace».
Sindacati e lavoratori, continua la rappresentante della Fiom, in conclusione si sono detti «molto delusi da questo incontro», definendo le risposte avute «del tutto insufficienti». Hanno però incassato l’impegno della Regione a convocare un tavolo con le aziende degli stessi settori produttivi di Atr e Veco (rispettivamente materiali compositi e metallurgia pesante), tavolo che avrà lo scopo di cercare di ricollocare almeno parte dei lavoratori, quasi tutti over 50 e quindi con scarsissime possibilità di essere rioccupati anche se dotati di importanti competenze specifiche. Nel frattempo stanno partendo percorsi di riqualificazione per i circa 120 lavoratori. «Bene, anzi, benissimo», sostengono i sindacati, «ci chiediamo però quali saranno i risultati, vista la totale assenza di strategie politiche di reindustrializzazione e la mancanza di opportunità per lavoratori di mezza età».
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