Vertenza Ricci, il Comune di Alba impegna 40mila euro per la causa in tribunale
Il Comune di Alba Adriatica tenta di arginare la vertenza Ricci, che potrebbe mettere in ginocchio il bilancio dell’ente per i prossimi anni. Dopo la sentenza della Cassazione del 2017, che aveva...
Il Comune di Alba Adriatica tenta di arginare la vertenza Ricci, che potrebbe mettere in ginocchio il bilancio dell’ente per i prossimi anni. Dopo la sentenza della Cassazione del 2017, che aveva rigettato la titolarità dell’usucapione del Comune su quattro aree occupate oltre trent’anni fa, dai proprietari era infatti stata ipotizzata una richiesta di risarcimento e indennizzo intorno ai 12 milioni di euro per i mancati introiti dal 2005 al 2017, più altrettanti per il pregresso. Ma le cifre saranno oggetto di un altro contenzioso giudiziario, che partirà il 17 dicembre prossimo con la prima udienza presso il tribunale di Teramo. Per questo, il Comune nei giorni scorsi ha incaricato due studi legali in forma associata per rappresentarlo, prevedendo una somma per le parcelle di oltre 40mila euro. Nell’ultima riunione del consiglio comunale di mercoledì scorso, il capitolo di bilancio dedicato ai contenziosi legali era stato appositamente rimpinguato con 18mila euro, proprio per arrivare a coprire tutte le spese necessarie per questo e tutti gli altri procedimenti in corso.
La vicenda, riesplosa pubblicamente l’ultima volta alle porte della campagna elettorale per le comunali del giugno scorso, è nota in città: l’accordo di programma firmato negli anni ‘70 tra il Comune e i proprietari, che prevedeva la cessione di quattro aree all’ente in cambio di maggiori volumetrie in altre zone di nuovo sviluppo, non ebbe buon esito per il privato. Il Comune occupò però lo stesso i terreni acquisiti per realizzarvi case popolari, uffici pubblici ed edifici destinati a cooperative, sancendo il via allo sviluppo di interi quartieri. Il contenzioso legale è durato trent’anni, tra sentenze e ricorsi: ora il Comune di Alba Adriatica trema davvero. (l.t.)
La vicenda, riesplosa pubblicamente l’ultima volta alle porte della campagna elettorale per le comunali del giugno scorso, è nota in città: l’accordo di programma firmato negli anni ‘70 tra il Comune e i proprietari, che prevedeva la cessione di quattro aree all’ente in cambio di maggiori volumetrie in altre zone di nuovo sviluppo, non ebbe buon esito per il privato. Il Comune occupò però lo stesso i terreni acquisiti per realizzarvi case popolari, uffici pubblici ed edifici destinati a cooperative, sancendo il via allo sviluppo di interi quartieri. Il contenzioso legale è durato trent’anni, tra sentenze e ricorsi: ora il Comune di Alba Adriatica trema davvero. (l.t.)

