Veterinaria, progetto d’eccellenza per favorire la crescita sostenibile

È stato uno dei due scelti a livello nazionale per essere ammessi al finanziamento di 6 milioni Il preside Carluccio: «Abbiamo puntato all’alta formazione e al miglioramento della didattica»
TERAMO. La facoltà di Medicina Veterinaria dell’ateneo teramano si conferma dipartimento di eccellenza con importanti risultati didattici e scientifici e un giudizio altamente positivo dal ministero dell’Università e Ricerca: è il traguardo raggiunto dalla facoltà con il progetto “Demetra – Le interconnessioni tra medicina One Helath e filiera animale sostenibile quali priorità per lo sviluppo ecosostenibile” sviluppato tra il 2018 e il 2022.
I risultati sono stati illustrati in una conferenza stampa ieri mattina nella sede di Piano d’Accio. La facoltà teramana è risultata al secondo posto in Italia tra i dieci dipartimenti di scienze agrarie e veterinarie che nel 2017 sono stati ammessi al finanziamento di 6 milioni e 500mila euro per il progetto ed è tra i 180 dipartimenti di eccellenza scelti dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Inoltre gli ottimi risultati di “Demetra” e la maggiore competitività acquisita dalla facoltà permetteranno l’utilizzo delle risorse residue per il 2022 e sarà assicurata la sostenibilità del progetto grazie alla possibilità di acquisire fondi sui fronti pubblico e privato e di accedere a bandi nazionali e internazionali. «Un progetto ambizioso attraverso il quale abbiamo affrontato tematiche importanti come l’antiobiotico-resistenza, la biodiversità e l’ambiente», ha detto il preside di Veterinaria Augusto Carluccio, «abbiamo raggiunto un obiettivo straordinario di cui sono orgoglioso. Ringrazio l’ateneo e tutto il personale della facoltà che in squadra ha permesso che tutto ciò si realizzasse: questo non è un punto di arrivo, ma di partenza per fare meglio, essere al passo con la ricerca a livello internazionale con ricadute sul territorio». Il nome Demetra è stato ispirato dalla dea greca dell’agricoltura e il progetto si è basato sullo sviluppo sostenibile. «Nell’elaborare il progetto ci siamo ispirati ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile sulle produzioni animali riportati dall’Agenda 2023 Onu», ha spiegato il docente di malattie infettive degli animali e coordinatore del progetto Fulvio Marsilio, «l’obiettivo complessivo è stato il miglioramento significativo in termini di qualità e quantità delle didattica e della ricerca della nostra facoltà contribuendo alla creazione di una linea di alta formazione e allo sviluppo di competenze da trasferire al comparto produttivo».
Un lavoro che non si è fermato nemmeno sotto pandemia. »Abbiamo sviluppato due linee: didattica con l’attivazione del corso di laurea magistrale in Scienze delle produzioni animali sostenibili coordinato dal docente Giorgio Vignola», ha detto ancora, « un programma formativo specifico nel dottorato di ricerca, verrà attivata una Summer school di alta specializzazione in “Sustainable animal production” e abbiamo assegnato 30 assegni di ricerca. Sulla linea scientifica ci sono state 103 pubblicazioni e accordi di collaborazione scientifica con dipartimenti europei ed extra-europei». Soddisfatto il rettore Dino Mastrocola. «Siamo alla valutazione finale: la facoltà è stata brava non solo a inte3cettare il progetto, ma a svolgerlo secondo gli obiettivi prefissati e a raggiungere esiti lusinghieri dimostrando di essere una struttura di eccellenza della quale sono orgoglioso», ha commentato Mastrocola, « congratulazioni al preside Carluccio e a tutta la squadra ,nonostante la pandemia e la guerra la facoltà di Veterinaria e tutta l’università di Teramo procedono a passi spediti in interconnessione con il territorio e senza dimenticare il dovere di accoglienza».
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