Via i compattatori dalla fornace Di Sante: urge riqualificare la zona

24 Novembre 2020

Il presidente della commissione urbanistica punta a recuperare le aree Diodoro, Catarra e Branella «Con il nuovo piano regolatore bisogna prevedere di riutilizzarle tutte e tre, oltre all’ex Rolly Go» 

ROSETO. Far spostare la Diodoro Ecologia in un’area industriale, ad esempio Voltarrosto, e riqualificare l’ex fornace e l’intera zona, dove sono presenti alcune scuole e anche l’imbocco dell’antico percorso per la fontana dell’Accolle. E’ questo il pensiero del presidente della commissione urbanistica, Giuseppe Di Sante, convinto che il recupero delle tre ex fornaci, Diodoro, Catarra e Branella, possa dare una nuova immagine alla città di Roseto, oltre a ottenere parcheggi e servizi. Attualmente l’ex fornace Diodoro è utilizzata dalla società che gestisce la raccolta porta a porta nel territoriodi Roseto per il “parcheggio” dei camion della spazzatura.
Una situazione che, secondo Di Sante, deve cambiare. «Spesso ci sono le proteste dei cittadini», precisa Di Sante, «a mio avviso giuste, per il rumore dei camion la mattina presto. E’ una zona dove ci sono molte abitazioni e diverse scuole, e sarebbe giusto riqualificarla. Con il nuovo piano regolatore sicuramente si farà qualcosa». Di Sante alcuni mesi fa parlò anche del terreno dell’area Castelli dove ora c’è la scuola Schiazza, adiacente all’ex fornace Diodoro, per l’insediamento del nuovo liceo Saffo. «Sarebbe una bella ipotesi», conferma, «utilizzare quella parte del terreno Castelli, ovviamente accordandosi con i proprietari e la Provincia di Teramo a cui competono le scuole superiori, per realizzare la struttura scolastica, e sfruttare la parte a sud dell’ex fornace Diodoro per costruire la palestra e un campo di calcetto, per esempio».
Ci sono poi altre due ex fornaci, quella di Catarra vicino a via Adriatica e quella di Branella, più verso il centro cittadino. La situazione però è molto diversa perché per l’ex fornace di Catarra fu presentato un progetto dieci anni fa dall’Adriatica spa di Grottammare, acquistata dalla stessa ditta nel 2004, mentre per quella di Branella, ancora di proprietà della famiglia, non è stato mai presentato nulla. «Per l’ex fornace Catarra credo che la ditta voglia rivedere il progetto», spiega Di Sante, «lì si parla di una zona commerciale, un’altra zona residenziale, una piazza e diversi parcheggi, in parte pubblici e in parte privati, in un’area complessiva di 44mila metri quadrati».
In quella zona i parcheggi servirebbero come il pane, perché in pochi metri ci sono il liceo Saffo, il distretto sanitario di base (che resterà lì ancora per molto ), e una struttura sanitaria privata, e i posti auto, a parte quelli a pagamento nel piazzale del condominio “Il Mosaico” e alcuni su via Adriatica, sono scarsi. Anche nella zona dell’ex fornace Branella i parcheggi servirebbero. «Nel prossimo piano regolatore», aggiunge Di Sante, «bisognerà prevedere anche il recupero dell’ex fornace Branella. Ci sono poi anche altre aree dismesse che potrebbero essere riqualificate. Penso ad esempio all’area ex Rolly Go a Santa Petronilla, da anni in abbandono». ©RIPRODUZIONE RISERVATA