Violenza sessuale, il ginecologo va in Cassazione contro la sospensione

13 Giugno 2021

Ciarrocchi ricorre alla Suprema Corte per il provvedimento che lo ha interdetto dalla professione  Il medico indagato dopo che una ragazza lo ha denunciato per abusi nel suo ambulatorio privato

TERAMO. È un ricorso in Cassazione a declinare un nuovo passaggio dell’inchiesta in cui il ginecologo teramano Francesco Ciarrocchi è indagato per violenza sessuale dopo la denuncia di una ragazza. Il medico (assistito dagli avvocati Guglielmo Marconi e Tommaso Navarra) ha fatto ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui i giudici del tribunale del Riesame lo hanno sospeso dalla professione dopo aver revocato la misura degli arresti domiciliari. Il caso, dunque, approda alla Suprema Corte che ora dovrà prima di tutto stabilire l’ammissibilità del ricorso e poi affrontare la questione.
Intanto il pm Francesca Zani, titolare del fascicolo, ha chiesto una proroga delle indagini. La giovane donna accusa il ginecologo per degli abusi che sarebbero avvenuti durante una visita medica nel suo ambulatorio privato e lo ha ribadito nel corso dell’incidente probatorio chiesto dallo stesso pm e disposto dal gip Roberto Veneziano (che ha firmato la misura cautelare).
Un’audizione fatta nel contraddittorio delle parti che per la Procura ha avuto l’obiettivo di cristallizzare la testimonianza della donna. Questo, molto probabilmente, in previsione di una chiusura delle indagini con la firma dell’avviso di conclusione. La richiesta dell’incidente probatorio è arrivata all’indomani del provvedimento con cui il tribunale del Riesame (presidente del collegio Alessandra Ilari) ha accolto il ricorso presentato dalla difesa del professionista revocando la misura degli arresti domiciliari e sospendendolo dall’esercizio della professione privata (il medico, che di recente è tornato a fare l’assessore a Montorio, era già stato sospeso dalla Asl). Ad accusare il ginecologo è una ragazza che con lui ha avuto un rapporto professionale.
Nel settembre dello scorso anno la donna (assistita dall’avvocato Monica Passamonti) ha presentato una denuncia per degli abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel corso di una visita ginecologica svolta nell’ambulatorio privato di Ciarrocchi. Una querela in cui la giovane ha raccontato come il professionista, nel momento degli abusi, le avesse proposto di vedere un film porno sul telefono cellulare. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che subito dopo l’applicazione della misura cautelare si è svolto davanti al gip Veneziano, Ciarrocchi ha respinto tutte le accuse sostenendo di aver fatto «solo il medico».
Il ginecologo, in quell’occasione, ha risposto a tutte le contestazioni mosse nei suoi confronti entrando nel merito e respingendole con forza. Su una telefonata intercorsa tra lui e la ragazza, agli atti del fascicolo, ha parlato di «fraintendimento» mentre ha escluso categoricamente l’invito a vedere un film porno così come denunciato dalla giovane.
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