Vittima di usura, il giudice gli congela tutti i debiti

È uno dei primi provvedimenti a favore di un imprenditore teramano fallito I pagamenti e i decreti ingiuntivi resteranno bloccati per due anni
TERAMO. Ha fatto di tutto per salvare la sua impresa accumulando debiti e speranze. Ha pagato finché ha potuto, inseguendo banche e finanziarie. Ma la crisi ha vinto e lui si è ritrovato con mutui da saldare e decreti ingiuntivi da fronteggiare. Ma anche vittima di usura, quella che il codice individua come usura bancaria. Per questo un giudice gli ha congelato per due anni tutti i debiti.
Succede a Teramo, in quella realtà che per una recente statistica del Sole 24 ore è seconda in Abruzzo (dopo L’Aquila) per i reati di usura. Il provvedimento, uno dei primi, è stato firmato dal giudice per le esecuzioni Giovanni Cirillo in accoglimento della richiesta fatta dal pm Silvia Scamurra, il magistrato titolare del fascicolo in cui l’imprenditore è parte offesa come vittima di usura bancaria. Le indagini sono in corso e certamente non basta la “notitia criminis”, ma un recente pronunciamento della Corte Costituzionale ha stabilito che sia sufficiente il “fumus commissi delicti”. «Il pubblico ministero provvede alle sospensioni», ha stabilito la Corte Costituzionale, «a seguito di un a mera verifica di riferibilità dell’esposizione debitoria ai delitti per i quali sono in corso le indagini». In questo caso, nell’indagine avviata dalla Procura c’è una consulenza tecnica presentata dall’imprenditore che in questa vicenda è rappresentato dall’avvocato Amedeo Di Odoardo.
Va detto che l crescente disvalore sociale che caratterizza il reato di usura ha contribuito negli anni all'inasprimento delle sanzioni civili e penali a carico dell'usuraio, nonché a un contestuale aumento dei benefici previsti dallo Stato a favore delle vittime sempre più numerose in un Paese in cui negli ultimi anni le denunce sono aumentate del 100%.
La legge 44 del 1999, in più parti riviste con un pronunciamento della Corte Costituzionale proprio in considerazione dell’allarme sociale del fenomeno, ha introdotto nuove possibilità proprio a favore delle vittime di usura che oggi non è più solo quella degli strozzini. «La sospensione in oggetto», recita la normativa, «costituisce un rimedio cautelare per consentire alle vittime dei reati di usura e di estorsione di ottenere l’accesso al relativo fondo antiusura senza incorrere medio tempore nei rigori processuali (e bancari) collegati ai procedimenti espropriativi sorti in base ai debiti scaturenti dai delitti suddetti». Decreti ingiuntivi e rati di mutuo, dunque, per due anni resteranno bloccati. Certo i problemi restano, ma 24 mesi serviranno per capire cosa fare e come muoversi all’imprenditore che per salvare l’impresa è diventato una vittima dell’usura.
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