Zennaro: «Prati di Tivo, occorre una strategia di rilancio condivisa»

Il parlamentare della Lega si propone come mediatore per far ripartire la stazione ancora chiusa «Tutti i soggetti coinvolti si siedano intorno a un tavolo lasciando da parte ruggini e acredine»
PIETRACAMELA. «Per Prati di Tivo è necessario trovare una strategia di rilancio a medio - lungo termine condivisa da tutti gli attori coinvolti. Per questo gli interlocutori devono sedersi attorno a un tavolo e lavorare all’unisono per la montagna teramana. Offro la mia disponibilità per trovare questa soluzione comune». A parlare è il deputato della Lega Antonio Zennaro, che interviene sulla situazione di stallo della stazione sciistica che, nonostante ci sia neve, è ancora chiusa per la mancanza di manutenzione e collaudi agli impianti, la condizione necessaria per la loro riattivazione.
In questi giorni sono iniziati i primi lavori per predisporre le attrezzature, ma per le operazioni più consistenti si dovrà attendere il riallaccio dell’energia elettrica che è stata staccata per il mancato pagamento delle bollette per un importo di 38mila euro. La Provincia ha stanziato 330mila euro per il ripristino del sistema di sicurezza antivalanghe e 70mila euro per le manutenzioni della cabinovia, ma ancora una volta regna l’incertezza sulla riapertura, una costante degli ultimi anni lamentata più volte dagli operatori economici del posto. Nell’ultimo periodo, poi, i rapporti tra gli attori coinvolti – Provincia e il gestore Marco Finori da una parte e il fronte dalla montagna formato dai Comuni di Pietracamela e Fano Adriano e dalle Asbuc (amministrazioni separate degli usi civici) di Pietracamela e Intermesoli dall’altro – sono diventati tesi, con ognuno che vuole far valere le proprie ragioni.
«La riapertura per questa stagione o per quella estiva è un primo passo importante, ma non risolutivo», prosegue Zennaro, «tutte le stazioni abruzzesi hanno riaperto, solo i Prati sono chiusi, è un grosso danno di immagine ed economico per tutto il comprensorio. I soggetti coinvolti devono cercare di appianare le divergenze e trovare una sintesi che consiste in un programma di rilancio che guardi a lungo termine e che consenta la risoluzione di problemi annosi». Il deputato propone la convocazione di un tavolo istituzionale e offre, a tal proposito, la sua disponibilità a fare da mediatore nella vicenda. «Si deve fare un piano di investimento e di rilancio pluriennale e mi rendo disponibile a interfacciarmi con i vari enti per trovare le risorse», conclude, «è arrivato il momento di mettere da parte ruggini e acredine e pensare solo al futuro della nostra montagna».
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