Zooprofilattico, Di Giulio accusa «Di Giacinto dichiara il falso»

8 Gennaio 2020

Dura reazione alla designazione dell’avvocato di Atri nel Cda dell’istituto da parte della Regione  Il veterinario a Marsilio e alla Procura: «Ha certificato di non avere procedimenti penali, non è vero»

TERAMO. Il braccio di ferro sulla nomina nel consiglio di amministrazione dell’istituto zooprofilattico finisce in Procura.
Dopo aver appreso della lettera di designazione, da parte della Regione, dell’avvocato atriano Davide Calcedonio Di Giacinto, l’altro candidato, il veterinario rosetano Pietro Enzo Di Giulio ha inviato al governatore Marsilio, al presidente del consiglio Sospiri, al ministero della Salute, all’istituto zooprofilattico e alla Procura di Teramo un esposto in cui scrive che ha appreso dalla stampa della designazione di Di Giacinto e che vuole informare che quest’ultimo ha prodotto, nella propria candidatura, un’autodichiarazione in cui attesta «di “non avere riportato condanne penali e non aver procedimenti penali in corso”; tale dichiarazione nella parte dei procedimenti penali in corso non corrisponde al vero in quanto presso il Tribunale di Teramo è in corso un procedimento penale a carico di Davide Calcedonio Di Giacinto per il reato p.p. dall’art. 595 c.p.. Il presente esposto viene inoltrato, quindi, perché vengano effettuati gli accertamenti di cui all’art. 71 del Dpr 445/2000, agli effetti della dichiarazione di mancanza di efficacia dell’atto “falso” di cui al seguente art. 75 stessa legge e di inammissibilità della domanda di partecipazione all’avviso di cui all’oggetto del dottor Davide Calcedonio Di Giacinto».
Di Giulio chiede anche che l’amministrazione revochi «in autotutela l’atto di designazione se già predisposto» fatte salve «tutte le altre ragioni che l’istante intende far valere in sede giudiziale e riferite ad altre e diverse irregolarità». Insomma, Di Giulio sostiene che essendo stato attestato il falso nella domanda di partecipazione al bando regionale, tutta la domanda è nulla. Si prevede, comunque, una battaglia legale.
Intanto il sindacalista Fsi Usae Giovanni Foschi e presidente della Rsu dello Zooprofilattico interviene con una lunga lettera sulla designazione di Di Giacinto di cui precisa di non mettere «in dubbio le capacità personali e lavorative». Ma dice al consigliere regionale Toni Di Gianvittorio, che è molto vicino all’avvocato atriano, che non conosce le leggi che disciplinano le nomine in questione e che ha anche memoria molto corta perché «la spinosa e vergognosa situazione degli enti pubblici ha fatto parte della sua propaganda elettorale, con specifico riferimento alla situazione Izs Teramo». Ma poi Di Gianvittorio ha proposto un «altro avvocato alla presidenza del Cda», quindi Foschi gli chiede di «dimostrare innanzitutto la “sua” di competenza in materia di sanità veterinaria» e poi «la comprovata esperienza e professionalità degli altri candidati proposti, tutti avvocati, da quel che ho sentito dire». (a.f.)
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