Zooprofilattico fermo a Pasqua, sindaci all’attacco

15 Aprile 2020

Attività sospesa per carenza di reagenti: il primo cittadino di Giulianova chiede un’inchiesta, più cauto quello di Teramo

TERAMO. Dopo la Asl, tocca allo Zooprofilattico. A dare fuoco alle polveri anche in questo caso i sindaci di Teramo, con toni sfumati, e quello di Giulianova, in maniera più bellicosa.
Il motivo dell’attacco è la sospensione, disposta per Pasqua, dell’esame dei tamponi. «Mi hanno riferito», afferma il primo cittadino giuliese Jwan Costantini, «che i mancati esami siano dipesi dalla circostanza che l’istituto è rimasto sprovvisto di reagenti. In un momento di così grave emergenza come si può giungere a una situazione del genere? In Veneto si analizzano 20mila tamponi al giorno, da noi? In Germania forniscono risposte in 24 ore, qui occorrono da 4 a 6 giorni con tante famiglie in attesa. Ricevo tante telefonate e molti mi chiedono come mai il servizio tamponi è carente. Invito la magistratura a fare luce sull’argomento: è surreale ciò che sta accadendo. Noi siamo in prima linea per l’intera giornata. Così dovrebbe essere per tutti». Ci va molto più cauto il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto: «Non va bene che ci si fermi, semmai si deve a lavorare a ritmo ridotto. Non voglio però che la mia osservazione che si traduca in una critica all'istituto: la sua entrata in campo è stata fondamentale. Anche se tardiva: per ottenerla, il comitato ristretto dei sindaci Asl ha dovuto sollecitare con forza la Regione. Il tema della carenza di reagenti non è solo locale. Ma non ci si è fatti trovare pronti. L'invito è a non fermarsi mai, il virus non si ferma. La partita dei tamponi è la più importante: sulla tempestività ci giochiamo il futuro».
A chiarire la situazione, sgonfiando buona parte della polemica è il direttore dell’istituto, Nicola D’Alterio. «Siamo a corto di reagenti come tutto il mondo: c’è una sola ditta nel pianeta che li produce ed è americana. E gli Usa dunque si sono accaparrati tutti i reagenti. Due mesi fa, all’inizio della crisi Covid, mi assunsi una grande responsabilità facendo un ordine di un milione di euro di reagenti per questo tipo di tamponi. E’ tanto: di solito in un anno l’istituto spende 900mila euro per tutti i reagenti. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è arrivato uno stock e giovedì ne arriva un altro. Noi esaminiamo 700 tamponi circa al giorno. Mi sento spesso con Brescia, l’unico istituto zooprofilattico in Italia che ne fa più di noi: anche loro hanno gli stessi problemi. Un giorno avremmo dovuto fermarci: invece di chiudere martedì ho pensato di farlo a Pasqua per far stare il personale con la famiglia e, peraltro, non pagare lo straordinario». D’Alterio non risponde direttamente all’attacco dei sindaci ma elegantemente fa notare l’impegno e il valore dell’attività del “Caporale” ricordando che in tv la virologa Ilaria Capua ha detto che dei 25 sequenziamenti genetici del coronavirus, 13 li ha fatti lo Zooprofilattico di Teramo e 12 lo Spallanzani e il Sacco di Milano insieme. (a.f.-al.al.)
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