Zooprofilattico, il giudice archivia l’inchiesta sui mangimi ai cani

2 Giugno 2016

TERAMO. Si chiude con un’archiviazione firmata dal gip Roberto Veneziano, l’inchiesta aperta dalla procura teramana su una presunta malagestione dell’istituto Zooprofilattico per la vicenda legata...

TERAMO. Si chiude con un’archiviazione firmata dal gip Roberto Veneziano, l’inchiesta aperta dalla procura teramana su una presunta malagestione dell’istituto Zooprofilattico per la vicenda legata all’acquisto di mangimi negli anni compresi dal 2005 al 2013. Sotto inchiesta erano finiti in tredici, tra dirigenti e l’ex direttore dell’istituto Vincenzo Caporale, tutti accusati di reati che andavano dal peculato all’abuso d’ufficio. Il gip, accogliendo la richiesta fatta dal pm Davide Rosati, ha firmato l’archiviazione chiudendo per sempre la vicenda e stabilendo che non c’è stato nessun reato. Secondo l’iniziale accusa l’Istituto in quegli anni si sarebbe fatto carico indebitamente di costi per circa 300mila euro, relativi al consumo di energia elettrica, di acqua e di mangimi, non previsti nell’originaria delibera e di competenza, invece, secondo la tesi dell’accusa, dell’associazione privata. A tali spese, si sarebbero aggiunti i costi, non dell'ente, relativi alla sterilizzazione degli animali, effettuate sempre secondo l’iniziale ricostruzione, immotivatamente. Tutte accuse evidentemente risultate infondate, così come quella di usurpazione di funzioni pubbliche ipotizzata ai danni di alcuni dirigenti per delle contestazioni disciplinari. Anche per questa ipotesi di reato c’è stata l’archiviazione.

Il provvedimento di archiviazione oltre Caporale riguarda Lucio Verticelli, Carlo Zippilli, Giovanni Carusi, Paolo Campea, Paolo Dalla Villa, Nicola Ferri, Claudia Rasola, Giacomo Migliorati, Domenico La Gamba e Catia Durante, quest’ultima nella sua veste di responsabile della Lega nazionale difesa del cane.(d.p.)

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