Zooprofilattico, la nuova sede ha costi proibitivi: 76 milioni

15 Novembre 2017

Per questo il cda ha deliberato di realizzare solo il primo lotto con i fondi del Masterplan Il progetto di Colleatterrato sarà ridimensionato, il nucleo più importante dell’istituto resterà in città

TERAMO. Completare la nuova sede dell’istituto zooprofilattico sperimentale d’Abruzzo e Molise costerebbe 76 milioni di euro. È questo il motivo per cui, nei giorni scorsi, il cda dell’istituto ha deliberato di dare al via ai lavori per realizzare il solo primo lotto della nuova sede, lasciando in sospeso il secondo e il terzo.
Il Masterplan Abruzzo aveva stanziato 25 milioni di euro per dare corpo a un progetto di cui si parla dal lontano 2002, e cioè il trasferimento del “Caporale” in un ampio terreno collinare a ridosso del quartiere di Colleatterrato. Il fatto che il progetto risalga a oltre 15 anni fa ha evidentemente il suo peso negli ultimi sviluppi perché, quando l’istituto è andato a fare la rivalutazione dei fondi necessari per la nuova sede, è venuta fuori una cifra molto più alta di quella di cui si parlava prima (nel 2013 l’istituto aveva quantificato la spesa in 55 milioni e l’allora cda aveva deliberato di spenderne 12 per il primo lotto). Così i vertici dell’Izs hanno preso la decisione resa nota nei giorni scorsi: 17,5 milioni dei 25 del Masterplan vanno al primo lotto della nuova sede, gli altri 7,5 milioni saranno utilizzati per ampliare i laboratori nell’attuale sede di Campo Boario.
Questa, a quanto pare, resterà la sede principale dell’istituto ancora a lungo. Forse lo resterà per sempre, per una duplice ragione. Primo: il costo per completare la nuova struttura è proibitivo e in tempi di vacche magre come questi trovare tutti quei soldi appare impossibile. Il progetto di Colleatterrato, dunque, dovrà essere necessariamente ridimensionato. Secondo: non sarebbe una grande idea spostare tutti i dipendenti dell’Izs fuori città, addirittura in mezzo alla campagna, in un luogo del tutto privo di opere di urbanizzazione, depauperando ulteriormente l’economia già provata del capoluogo. Su questo gli attuali vertici dell’istituto – il direttore generale Mauro Mattioli e la presidente del cda Manola Di Pasquale – sembrano d’accordo e si sono mossi di conseguenza. Lo Zooprofilattico di Colleatterrato, per loro, non deve restare la classica opera incompiuta: semmai dovrà essere un’opera ragionevolmente ridimensionata.
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