Zooprofilattico Teramo, stop alla scelta del dg. Mastrocola si dimette

17 Novembre 2015

Il preside di agraria abbandona la commissione regionale che valuta i curriculum. Troppe le resistenze su Mattioli

TERAMO. La nomina del direttore generale dell’Istituto zooprofilattico di Teramo appare sempre più terreno di scontro politico non solo esterno, ma anche interno all’esecutivo regionale. Oltre alle contestazioni su presunte irregolarità del bando, evidenziate dal deputato di Nuovo Centrodestra Paolo Tancredi, che spinge per il commissariamento forte della filiera politica con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ci sono delle divisioni interne sul nome chiamato a guidare l’istituto di Campo Boario. Divisioni talmente nette da costringere alle dimissioni Dino Mastrocola, preside della facoltà di agraria dell’università di Teramo e uno dei membri della commissione nominata dalla giunta regionale per valutare l’idoneità dei 24 curriculum pervenuti.

Le dimissioni di Mastrocola – che hanno portato alla sospensione dei lavori della commissione – sono il termometro della tensione, e quindi dell’impasse, che si registra nella nomina del direttore generale. Questo poiché sembra aver perso forza il nome di Mauro Mattioli, ex rettore e docente di veterinaria dell’ateneo di Teramo, sostenuto dal rettore Luciano D’Amico e dal presidente Luciano D’Alfonso che proprio sul suo nome avrebbero visto il perfetto coronamento dei progetti di integrazione nella ricerca portati avanti in maniera congiunta dall’università e dall’Istituto zooprofilattico Caporale. E proprio le resistenze emerse in commissione sul nome di Mattioli sarebbero il motivo che avrebbe condotto Mastrocola, nominato dalla giunta regionale su indicazione dell’università di Teramo, a dimettersi. Questo poiché Mattioli è ritenuto una figura poco metabolizzabile, se non indigesta, dal personale interno all’istituto per varie ragioni. Una è il timore di uno sbilanciamento dei rapporti di forza a favore dell’università, la seconda è che l’impronta di valido ricercatore e la formazione universitaria di Mattioli sono requisiti ritenuti insufficienti alla nutrita dose di competenze pratiche e tecniche che servirebbero per guidare l’Izs. L’ultimo motivo, non meno irrilevante, è che Mattioli, anche se sostenuto da diversi esponenti del Pd locale tra cui presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, non è il candidato favorito dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci che preferirebbe nomi più giovani, con esperienza nel campo internazionale e più capaci d’intercettare benevolenza, cioè fondi, a livello ministeriale. Sulla base di queste considerazioni i nomi più forti, nella rosa delle 24 candidature presentate, sono Gianluca Fiore, membro della commissione europea con esperienza nel Centro comune di ricerca di Ispra, Antonio Petrini, già dirigente veterinario dell’Izs con esperienza in numerosi progetti dell’Oie, e Alberto Mancuso, già responsabile degli affari internazionali dell’Izs di Teramo.

Le dimissioni di Mastrocola si traducono in una dilatazione dei tempi che non farebbe bene alla ricomposizione della governance visto che sullo sfondo c’è l’ombra del commissariamento perseguita da chi sostiene l’illegittimità della nuova compagine.

E sempre in tema di nomine è attesa invece per giovedì la nomina del nuovo presidente della Fondazione Tercas. I giochi sono ormai fatti per l’ascesa di Enrica Salvatore. La presidenza alla “tancrediana” Salvatore (commercialista ed ex vicepresidente della Fondazione) non avrebbe più ostacoli grazie a un’intesa che il centrodestra e il centrosinistra avrebbero raggiunto sulla composizione del consiglio di amministrazione della Fondazione che dovrà essere rinnovato tra un anno e mezzo. L’accordo raggiunto tra i due poli prevede l’ingresso di un esponente del centrosinistra in cda.

Marianna De Troia

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