Zooprofilattico, vinto un appalto europeo

11 Gennaio 2021

L’istituto farà il report su tutte le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo su cui si faranno le leggi a Bruxelles

TERAMO. All’istituto zooprofilattico di Teramo si analizzano le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo per tutto il territorio europeo. L’istituto zooprofilattico si è infatti aggiudicato una gara d’appalto dell’Efsa (l’autorità europea per sicurezza alimentare) per l’analisi dei dati sulle zoonosi in tutta Europa.
«L’Efsa ogni anno raccoglie da tutti i Paesi dell’Unione europea», spiega Paolo Calistri, responsabile del reparto di epidemiologia e analisi del rischio e coordinatore del progetto, «i dati sui controlli delle zoonosi, cioè le malattie trasmesse dagli animali all'uomo. E poi pubblica un report sull'andamento delle zoonosi in Europa». Non solo: l’Efsa chiede anche dati sui casi nell’uomo delle stesse malattie, anche all’Ecdc (il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). L’Efsa ha fatto un appalto per esternalizzare il processo di analisi di questi dati e per la redazione del report: la gara, dal valore di 2,2 milioni di euro, se l’è aggiudicata un consorzio di cui è capofila l’istituto zooprofilattico di Teramo ma che annovera enti come l’Anses di Parigi e altri Zooprofilattici. «Siamo coordinatori di un consorzio non solo italiano che annovera almeno una quarantina di esperti», sottolinea Calistri, «l’obiettivo è stilare una relazione che viene mandata al parlamento europeo e alla commissione e su questa si prendono decisioni importanti sulle diverse malattie. Oltre alla relazione dovremo sviluppare strumento su internet come report, mappe e infografica».
Insomma, a Teramo si farà la base per la lotta alle principali malattie trasmesse dagli alimenti come salmonella, escherichia coli, listeria o a malattie che derivano dagli animali come brucellosi, tubercolosi, rabbia. O, per citare una patologia di recente diffusione, trasmessa dalle zanzare, la la West nile. «Le malattie trasmesse dagli alimenti causano 150-200mila casi ufficiali notificati in Europa», commenta Calisti, «lo studio serve per dare quadro epidemiologico e capire l'andamento, cioè se la situazione migliora e peggiora e anche il perché. Sulla base di queste analisi la commissione europea e parlamento prendono decisioni per cambiare norme e regolamenti. Inoltre è previsto che sviluppiamo soluzioni per migliorare la raccolta di dati, analisi e comunicazione. Ad esempio è prevista una fase in cui interloquire con uffici competenti di tutti i Paesi per verificare correttezza dei dati e la precisione». A gennaio è prevista la prima riunione fra tutti gli istituti per avviare la fase operativa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA