È libera la madre che riportò in Italia il figlio

I giudici accolgono l’istanza della giovane arrestata su mandato di cattura del Venezuela
MARTINSICURO. È libera la cittadina italo-venezuelana di 32 anni, di origini martinsicuresi, che il 6 ottobre venne arrestata dai carabinieri di Martinsicuro e condotta nel carcere di Castrogno in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol di Caracas, ai fini dell’estradizione. La donna, in Italia da due anni, era stata denunciata dal padre del figlio, anch’egli italo-venezuelano ma residente in Venezuela, perché avrebbe falsificato un documento atto ad ottenere il permesso di espatrio del figlio minorenne. Dopo tre giorni nel carcere teramano, a seguito di una prima istanza depositata dal proprio difensore, l’avvocato Virginia Mascitti, la donna veniva scarcerata dai giudici della Corte d’appello dell’Aquila con obbligo di dimora nel comune di Martinsicuro. Il difensore lo scorso 31 ottobre presentava una seconda istanza tesa alla revoca definitiva della misura cautelare. Il collegio aquilano, in accoglimento dell’istanza, con ordinanza del 20 novembre ha revocato definitivamente la misura cautelare in atto.
Spiega l’avvocato: «Il procedimento di estradizione è ancora aperto, ma siamo fiduciosi: infatti, il trattato internazionale italo-venezuelano del 1931 non permette l’estradizione dei cittadini italiani. Presenteremo a giorni una memoria tesa ad ottenere l’archiviazione». Si annuncia invece ancora lungo e tortuoso l’iter che la madre dovrà intraprendere per riabbracciare il proprio figlio, atteso che il padre del bambino, presumibilmente rientrato in Venezuela con lo stesso, ha cessato ogni contatto con la madre. La donna, dal giorno dell’arresto, non ha più notizie del figlio. La 32enne, che respinge le accuse mosse dal padre del minore, era rientrata a Martinsicuro due anni fa con il bambino per offrirgli un futuro migliore visto che ha bisogno di medicine che in Venezuela sono difficili da reperire.
Sandro Di Stanislao
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