Appello dei vescovi a Marsilio: sì all’accoglienza dei migranti

Gli 11 presuli chiedono inoltre di velocizzare le pratiche della ricostruzione post-terremoto Il governatore: ok, ma dev’essere anche psicologica per le popolazioni colpite dal sisma
CHIETI. Sì, ripetuto per dieci volte. Scandito da undici vescovi di Abruzzo e Molise e sottoposto all’attenzione del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Quasi a voler imprimere un’accezione positiva al continuo martellante ripetersi dei no che spadroneggiano attraverso gli slogan il mondo della politica, i presuli suggeriscono «forti riflessioni, ispirate alla dottrina sociale della Chiesa e in particolare al messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale della pace 2019 su “La buona politica al servizio della pace”. Ieri mattina, nella sede del Seminario regionale Pontificio San Pio X sono presenti i vescovi Giuseppe Petrocchi, Bruno Forte, Tommaso Valentinetti, Giancarlo Maria Bregantini, Emidio Cipollone, Lorenzo Leuzzi, Pietro Santoro, Michele Fusco, Camillo Cibotti, Gianfranco De Luca e Claudio Palumbo. Vengono accolti, oltre che da Marsilio, anche dall'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, dal sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale, Umberto D'Annuntiis, e dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.
Non si concedono giri di parole i presuli e al primo posto delle richieste pongono subito la questione immigrazione. Tra i primi punti sottoposti all’attenzione del governatore i vescovi sollecitano un «sì al rispetto della dignità di ogni persona umana, quale che sia il colore della sua pelle, la sua storia, la sua provenienza, la sua lingua, la sua religione, la sua cultura». E rilanciano con un «sì all'accoglienza verso chi bussa alle nostre porte, fuggendo spesso da fame o violenza alla ricerca di un futuro migliore per sé e i propri cari, rifiutando ogni logica di esclusione, come ogni esasperato atteggiamento identitario, nell'impegno a promuovere un'Europa dei popoli, solidale e partecipativa nel gestire il flusso epocale delle migrazioni. Parimenti l’accoglienza va promossa e sostenuta a tutti i livelli della vita umana, dal primo all’ultimo istante del suo sviluppo».
Sull’argomento il presidente Marsilio sorvola, concentrando l’attenzione sulla ricostruzione post sisma, «un tema chiave poiché coinvolge una parte importante del patrimonio artistico ed architettonico di decine di chiese che, in molti casi, sono ancora da ricostruire. Poi, abbiamo affrontato il tema più generale della ricostruzione morale e psicologica della popolazione colpita dagli eventi sismici». «Inoltre», ha aggiunto, «nell'ambito di un confronto molto costruttivo e concreto, si è convenuto sulla necessità di continuare l'eccellente rapporto di collaborazione con la Chiesa abruzzese e con i suoi vescovi lavorando per integrare, ove necessario, i servizi offerti ai cittadini dalle tante realtà della rete sanitaria e socio assistenziale legate al mondo cattolico».
«In particolare» conclude Marsilio, «la presenza del presidente Sospiri va letta nell'ottica di rafforzare l'attenzione della Regione a tradurre in leggi le proposte che arriveranno anche dalla Giunta e che serviranno a dare risposte concrete ai temi affrontati». I vescovi, infatti, insistono molto anche sulla necessità di accelerare le pratiche per la ricostruzione post-sisma con l’invito a «intervenire in rapporto alle situazioni di emergenza del post-terremoto, che esigono una sollecitudine da incentivare urgentemente e con determinazione». Non trascurano il mondo del lavoro, soprattutto riguardo alle prospettive dei giovani: «Sì a sostenere ed accompagnare i giovani, fra cui si diffonde la paura del futuro data l'insicurezza delle possibilità che si aprono per loro, nell'impegno a valorizzarli quali protagonisti decisivi della promozione del bene comune. Fondamentale in questo ambito è il ruolo della famiglia da sostenere in ogni forma come grembo primario di formazione e crescita della persona». I vescovi chiedono anche «ogni sforzo per creare e mantenere il lavoro, e quindi sì all'audacia imprenditoriale vissuta con responsabilità e creatività personale, non di meno con generosità e cura della crescita collettiva, nel no conseguente a ogni operazione di delocalizzazione, rivolta unicamente al maggior profitto». Infine, rivolgono attenzione ai temi ambientali, alla sanità pubblica e all’esigenza di sviluppare politiche energetiche rinnovabili.
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