Bando “apri e chiudi” alle Pmi. L’accusa: è solo per pochi...
PESCARA. Un bando per pochi? Otto milioni di euro che possono “aiutare” soggetti ben individuati? Il dubbio è stato manifestato per primo dal presidente di Confartigianato Abruzzo Lorenzo Angelone. A...
PESCARA. Un bando per pochi? Otto milioni di euro che possono “aiutare” soggetti ben individuati? Il dubbio è stato manifestato per primo dal presidente di Confartigianato Abruzzo Lorenzo Angelone. A seguire si sono fatti avanti anche i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri sostenendo che «il bando sembra un vestito cucito per pochi invitati».
Di che cosa si tratta? Il bando è quello pubblicato l’altroieri dalla Regione per sostenere con 8 milioni di euro, nell'ambito della vecchia programmazione 2007-2013, le micro e piccole e medie imprese abruzzesi (Pmi). «Non si può pubblicare un bando se l’apertura per partecipare allo stesso è prevista alla scadenza delle ore 24 dello stesso giorno», denuncia Angelone ricordando che le domande venivano accolte in ordine cronologico di presentazione. «Solo leggendo il bando, inoltre, ci si rende conto della necessità, per presentare la domanda, di alcuni documenti, come la perizia giurata, che non tutte le imprese riescono ad ottenere in tempi così stretti». Altro aspetto discriminante secondo Confartigianato è che vengono finanziati investimenti di importo minimo di 50mila euro, «tagliando fuori tutti coloro che hanno comunque effettuato investimenti, seppur con risorse inferiori».
«Gli artigiani in Abruzzo sono 33mila, staremo a vedere quanti di loro saranno ammessi al finanziamento. Ci saremmo aspettati una maggiore concertazione e, soprattutto», conclude Angelone, «un progetto realmente alla portata delle micro e piccole imprese».
«Forse un bando così "confuso e confusionario" è dettato dalla necessità di cercare di evitare, come testimoniano le sconcertanti affermazioni di Giovanni Savini, capo dipartimento della Presidenza della Giunta regionale con delega ai Rapporti con l’Europa, un disimpegno dei fondi comunitari che al 31-12-2015 può aggirarsi attorno ai 40-60 milioni di euro», fanno notare i consiglieri di Forza Italia secondo i quali sarebbe stato preferibile che «anziché imbattersi in certe "brighellonate" riservate forse a "pochi e conosciuti interessati", il governo regionale si impegnasse a dirottare i suddetti finanziamenti su altri e lodevoli bandi già attivati, ma la cui dotazione finanziaria non risulta sufficiente».

