Bello andare in bici Ma gli incidenti sono in aumento
Sono di più le cadute causa buche che gli investimenti La polizia: imprudenza, ciclisti distratti e strade inadeguate
PESCARA. Negli ospedali abruzzesi sono sempre di più i ciclisti feriti a causa di rovinose cadute sull’asfalto piuttosto che quelli investiti da automezzi. Ciò dimostra, da una parte, l’inadeguatezza delle strade combinata eventualmente con la distrazione degli stessi ciclisti, da un’altra l’aumento dei rischi quando si va sulle due ruote.
«Cattive condotte di guida, carenze del codice della strada, che ha dei veri e propri buchi per quanto riguarda il rapporto tra ciclisti e automobilisti, assenza di piste ciclabili e criticità infrastrutturali» sono i problemi principali secondo il comandante Antonio Di Virgilio, della polizia locale di Cepagatti e soprattutto grande amante delle due ruote.
A sottolineare l’inadeguatezza delle piste ciclabili regionali è stata nei giorni scorsi anche l’associazione Pescarabici. L’Abruzzo, che pure si presta dal tipo morfologico ad essere percorso in bicicletta, che ha grandi potenzialità dal punto di vista cicloturistico e che vanta migliaia di appassionati, ha gravi lacune da colmare.
Il primo punto resta quello di eliminare i pericoli e agevolare l’uso della bici.
«Prudenza e buon senso sono fondamentali, ma non bastano: è bene rispettare anche le regole che, seppur in molti casi datate, ci sono», ripete il comandante.
Le norme di riferimento sono contenute nel codice della strada. Quante volte ad esempio vi è capitato di incontrare gruppi di ciclisti che si allenano occupando tutta la sede stradale? La norma dice che invece si deve procedere in fila indiana e che nelle zone in cui sono presenti piste ciclabili è obbligatorio transitare sul percorso dedicato. Sul lungomare il codice prescrive che i ciclisti devono portare la bici a mano se sono di intralcio o costituiscono un pericolo per i pedoni. «E' importante che il rispetto delle regole ci sia da parte di tutti», osserva il comandante esperto: «il ciclista deve cercare di prevenire, proteggere e assumere una condotta sulla difensiva perché in caso di impatto ha sempre la peggio». E ricordarsi che se è finito in ospedale a causa di una buca non è detto che la colpa sia sempre dell’Ente proprietario della strada.(l.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

