Cani e gatti, quanto costate: oltre 70 milioni in Abruzzo

6 Novembre 2026

Spese mediche, giochi e mille varianti di crocchette: ecco i dati delle province

PESCARA

Cosa hanno i cani che noi non abbiamo? La capacità di amare in modo incondizionato, l’assenza di pregiudizi e certe polizze assicurative d’acciaio. Se è vero che gli amici a quattro zampe non chiedono nulla in cambio del loro affetto, sempre più persone sono comunque disposte a ricambiare spendendo un patrimonio: crocchette di lusso, vestiti griffati e vacanze in località esotiche, soggiorni all inclusive in strutture da capogiro, tutele assicurative da upper class, nutrizionisti veterinari che creano diete sartoriali per le loro intolleranze, dog sitter specializzati, asili diurni, psicologi comportamentali per l’ansia da separazione. Nei negozi per articoli animali, in crescita nel Paese, c’è davvero di tutto: dall’arredamento per le gabbiette e le cucce di qualsiasi forma, misura, colore, fantasia, fino alle alternative per chi soffre di esaurimento nervoso: tappetini su cui spalmare del cibo da leccare contro lo stress, giocattolini che emettono suoni per distrarli dai pensieri intrusivi.

In Italia si contano 25,5 milioni di animali domestici e il 37,7% delle famiglie ne possiede almeno uno. Tra il 2024 e il 2025, la spesa delle famiglie per prodotti e servizi per animali da compagnia ha raggiunto 6,7 miliardi di euro, con un aumento a prezzi correnti del 76% in dieci anni, a fronte del +9,4% della spesa complessiva delle famiglie. A dicembre 2025, segnala Confartigianato, i prezzi al consumo dei servizi veterinari e affini per animali domestici sono aumentati del 2,3% su base annua. Si spende molto per le cure mediche, ma in crescita c’è la spesa per l’alimentazione che è oggi un universo in cui è facile perdersi: esistono formulazioni specifiche per ogni razza e stile di vita, crocchette a prisma per facilitare la masticazione e al sapore di salmone scozzese, struzzo e bufalo. Per i cani dai gusti più difficili ci sono anche le polveri da spruzzare sul cibo per aromatizzarlo. Qualora al cane non bastasse la pallina da tennis usurata, si può investire in rompicapo a livelli e robot interattivi, mentre se il problema fosse la vostra capacità di lanciare la pallina, si può acquistare un lancia palline automatico partendo dalla modica cifra di 50 euro.

Nei dati 2024-2025 di Confartigianato c’è anche la fotografia del mercato abruzzese: nella regione, nel 2024, le famiglie hanno speso 73 milioni di euro per prodotti e servizi destinati agli animali da compagnia, pari all’1,1% della spesa nazionale. Le imprese artigiane dei servizi di cura degli animali (la toelettatura, le pensioni, gli addestramenti e il servizio di dog-sitting, tra gli altri) sono 70 su 124 e crescono più della media italiana: +7,7% contro il +5,2% del resto del Paese. Il quadro indica anche un allineamento tra le abitudini delle province: differenze sensibili si registrano soltanto alla luce del numero maggiore o minore di popolazione, con consumi tutto sommato identici. E in crescita.

È straordinario il dato sul numero di abruzzesi desiderosi di sborsare 500 euro all’anno per dare adeguati standard assistenziali al proprio Fido. Nella nostra regione i proprietari spendono circa 73 milioni di euro l'anno tra crocchette biologiche e veterinari. È una cifra strabiliante se si pensa che, fino a qualche generazione fa, il massimo della spesa medica per un cane consisteva in una pacca sulla testa e nell'augurio di buona salute. Distribuiti tra le quattro province, i dati dell’assistenza sanitaria animale valgono (dati Confartigianato) circa l’11% della spesa complessiva, contro il 19,7% della media nazionale. È un tratto che la regione condivide con il resto del Mezzogiorno, dove la spesa si concentra soprattutto sull’acquisto di prodotti di vario genere, dai giocattoli per intrattenere l’animale al cibo per farlo mangiare – e dove il 31% delle famiglie ha almeno un animale (19,6% almeno un cane, 11,7% almeno un gatto).

Chieti è la provincia dove si spende di più, 21 milioni nel 2024. È anche la più estesa: il dato è, in rapporto agli abitanti, piuttosto in linea con quelli di Teramo e L’Aquila (17 milioni) e Pescara (18). Con il capoluogo teatino a soffrire l’assenza di un’area di sgambamento: «L’abbiamo segnalato in più di un’occasione», spiega il direttore generale di Confartigianato Chieti, Daniele Giangiulli, «vanno individuate tre zone dove realizzarle, è un dato singolare il fatto che sia l’unica grande città abruzzese ad esserne sprovvista». Questo boom nella cura del cane? «Ci si affeziona fino a farli diventare parte integrante della propria famiglia, fino ai casi di chi riversa tutte le proprie attenzioni e il proprio amore verso l’animale domestico», commenta il direttore della sezione teatina.

Finito il tempo in cui l’abilità manuale si misurava sulla forgiatura del ferro e l’intaglio del legno, oggi la nuova frontiera del genio locale si è spostata in maniera significativa nella pet economy. I soldi girano attorno a servizi di ogni genere con una crescita annua abruzzese sopra la media: +7,7% nel 2024 (sempre Confartigianato), l’Abruzzo è sesto tra le regioni italiane per crescita delle imprese artigiane del settore (in Italia la crescita, secondo gli ultimi report, è del +5,2%), con Pescara e Teramo capofila, specializzate: le due province hanno un indice di specializzazione superiore a 100 (rispettivamente 117 e 102), diademi di un settore in continua espansione e che si muove dalla professionalità medica alla toelettatura, dalla produzione e vendita di oggetti per l’intrattenimento e l’educazione del cane (o del gatto, del canarino, dell’iguana) al tentativo di applicare uno shampoo senza farsi mordere. La regione nel suo complesso si ferma a 94 come indice di specializzazione, al decimo posto nello sbalorditivo ranking che vede Pescara come capitale «artigiana» abruzzese. È l’unica provincia del nostro territorio con una quota di imprese artigiane superiore alla media nazionale, nel settore: 64,5% contro 59,0%. «I dati ci raccontano», conclude Giangiulli, «una crescita significativa della pet economy e dimostrano come la passione degli italiani per gli animali domestici non sia solo un fenomeno sociale, ma un motore economico capace di generare occupazione e imprenditorialità artigiana. Anche in provincia di Chieti», città di cui guida la divisione di Confartigianato, «il settore rappresenta un segmento dinamico, capace di generare occupazione e valore aggiunto, grazie alla qualità dei servizi offerti e al rapporto fiduciario con le famiglie. È ormai una componente strutturale dei consumi e del tessuto produttivo del Paese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA