Carichieti verso proroga vendita «Gli ex vertici dovranno risarcire»

In Senato parla il presidente dei 4 istituti salvati: operatori italiani ed esteri interessati all’acquisto Richiesta di danni per 208 milioni agli ex amministratori teatini. I risparmiatori devono aspettare
CHIETI. E’ molto probabile che slitterà la data di vendita delle quattro nuove banche salvate dal governo: Carife, Etruria, Carichieti e Banca Marche. Lo ha detto il presidente delle quattro banche Roberto Nicastro si dice fiducioso sullo slittamento della data del 30 aprile per la cessione degli istituti. Ieri Nicastro ha parlato in audizione alla commissione Finanze al Senato. «La data di cessione era inizialmente fissata entro il 30 aprile», ha detto, «data estremamente ristretta». Ora, spiega «sono in corso dialoghi estremamente costruttivi con la Dg Competion della Commissione Ue che porteranno a una proroga della data di cessione».
LA VENDITA. A chi saranno vendute? E saranno vendute in blocco o separatamente? Sulle quattro nuove banche, ha detto il presidente, c'è interesse da parte di «private equity, banche, operatori italiani europei ed extraeuroperi». Secondo Nicastro, «la procedura è ancora aperta a più soluzioni: ovvero una vendita in blocco o separata di ciascun istituto».
«È abbastanza naturale vendere delle banche ma non ci siamo sorpresi a veder interesse di private equity che si stanno candidando a svolgere il ruolo di azionisti nel lungo e di medio termine e in effetti noi pensiamo sia una cosa importante». Per Nicastro infatti «di capitale di lungo non ce ne è molto e il fatto che vi siano private equity internazionali a svolgere il ruolo di azionista “pivot” è importante anche nella fase post riforma delle popolari» oltre che nella cessione dei quattro istituti. Per il manager inoltre «dietro l’interesse dei private equity c'è un interesse importante verso l'Italia» in una fase dove invece, viste le quotazioni del settore bancario, ce ne è meno da parte del pubblico.
IL MEMORANDUM. Quali saranno i prossimi passi? «A breve» vi sarà la distribuzione ai soggetti interessati dell'info memorandum per la cessione delle banche, un documento di 500 pagine che descrive l'attività delle banche. Seguiranno «le offerte preliminari» la selezione della short list per arrivare poi alla due diligence e quindi alle offerte vincolanti.
I DEPOSITI. Nel frattempo, l'andamento dei depositi si è stabilizzato nel 2016 dopo un calo a fine 2015 e un recupero all'inizio dell'anno in corso. Nicastro ha rilevato come il calo dei depositi sia stato causato anche dall'attenzione mediatica sulle vicende degli istituti che avevano allarmato i clienti. Situazione ora rientrata.
I RISARCIMENTI. Nicastro ha poi confermato che le quattro banche hanno avviato azioni di responsabilità e richieste di risarcimento per un totale di 1 miliardo di euro nei confronti di 146 soggetti. In particolare su Carife il petitum è sopra i 100 milioni verso 31 soggetti, in Banca Marche per circa 390 milioni verso 59 soggetti. Sono azioni di risarcimento quelle per Carichieti pari a 208 milioni verso 21 soggetti e per Etruria (circa 300 milioni verso 35 soggetti). Le azioni di responsabilità avviate dai commissari nelle vicende delle quattro banche, possono portare «a transazioni con cifre significative», ha aggiunto Nicastro, che ricorda come «il petitum di 1 miliardo è molto grande» e un'arma in più può arrivare dalle polizze assicurative di alcuni organi.
I RISPARMIATORI. Quanto agli indennizzi ai risparmiatori danneggiati dalle procedure di salvataggio delle quattro banche, Nicastro ha detto che darebbe «molto volentieri» degli indennizzi agli obbligazionisti azzerati dalla risoluzione ma «abbiamo molti vincoli e steccati» imposti dalla direttiva Ue Brrd che regola la burden sharing (condivisione degli oneri ndr). Nicastro ha quindi rimandato a eventuali iniziative dei potenziali compratori delle 4 che «non hanno vincoli».
Infine il presidente ha parlato del fondo Atlante (il fondo di salvataggio per le banche) definendola «un'ottima soluzione che va nella direzione giusta» sia per gli aumenti di capitale che per aumentare l'armamentario disponibile per il problema delle sofferenze».

