Carta valanghe mai fatta c’è un verbale di 25 anni fa

25 Gennaio 2018

Investigatori nell’ufficio Prevenzione rischi della Regione, sequestrati quattro faldoni Tra gli atti, l’indicazione che dava un mese per realizzare lo strumento di prevenzione 

PESCARA. C’è un verbale del 29 gennaio 1993 in cui il Coreneva, il comitato regionale Neve e valanghe presieduto dall’allora dirigente del servizio Prevenzione rischi della Regione, Domenico Di Cocco, detta già i tempi per la realizzazione della carta di localizzazione dei pericoli da valanga. Tempi strettissimi, 30 giorni al massimo, entro cui, secondo quanto chiedeva il Coreneva nel verbale di 25 anni fa, la Regione avrebbe dovuto realizzare lo strumento chiave per la prevenzione dei rischi da valanghe.
I soldi? Li stanziava la legge regionale di pochi mesi prima, la 47 del 18 giugno 1992 che alla Clpv destinava 300 milioni di vecchie lire.
È da questo documento che i carabinieri forestali diretti dal colonnello Annamaria Angelozzi e coordinati dal procuratore Serpi e dal sostituto Papalia hanno preso le mosse per ricostruire a ritroso chi e quando, nel corso di questi ultimi 25 anni, ha interrotto l’iter per la realizzazione dello strumento che, come hanno ribadito anche le varie difese dei 23 indagati, un anno fa avrebbe evitato i 29 morti di Rigopiano. Per questo ieri mattina gli investigatori sono tornati negli uffici aquilani della Regione. Per acquisire “atti utili all’individuazione dell’organigramma della Regione Abruzzo con riferimento agli organi degli uffici amministrativi incaricati della redazione della Clpv e alla individuazione degli organi politici sovraordinati”. Quattro faldoni che gli ha fornito Sabatino Belmaggio, l’attuale responsabile del Servizio prevenzione rischi della Regione finito nell’inchiesta di Rigopiano in relazione alla mancata realizzazione della Clpv che una delibera di giunta del 2014 sollecitava di fare. Proprio Belmaggio, che all’epoca era il dirigente responsabile - all’interno della Prevenzione rischi - della sezione Neve e valanghe, nel corso dell’interrogatorio reso in Procura a dicembre, aveva portato documenti e carte, tra cui una copia del verbale del ’93, che hanno spostato l’attenzione degli investigatori agli anni precedenti a quel 2014 indicato dalla difesa del sindaco di Farindola come snodo chiave per l’individuazione delle responsabilità all’interno della Regione. Prima della delibera di giunta, come indica la documentazione acquisita, c’era la legge del 1992 a disporre la realizzazione della Clpv che in 25 anni nessuno ha realizzato. Ebbene, se il 29 gennaio del 1993 l’allora funzionario Di Cocco dice nel corso della riunione del Coreneva da lui presieduto che bisogna fare in fretta, negli incontri dei mesi successivi, come ricostruiscono gli investigatori grazie ai verbali di allora, si evidenzia che prima della Clpv andava fatta la carta storica. E la carta storica, lo raccontano ancora le carte di allora, risulta pronta nel 1994. Che cosa è successo dopo? È questo che sta ricostruendo la Procura mentre l’inchiesta cresce e i tempi si allungano inevitabilmente.
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