Come stipendi siamo ancora in pieno Mezzogiorno
La busta paga lorda di 25.411 euro ci pone al 14° posto in Italia Tra le province la più “ricca” è l’Aquila: media a 27.107 euro
PESCARA. Quando si tratta di buste paga l’Abruzzo si colloca ancora in pieno Mezzogiorno, stando alla classifica degli stipendi lordi dei lavoratori dipendenti del settore privato elaborata dall’Osservatorio Jobpricing per Repubblica.it.
La nostra regione si pone al 14° posto in Italia per pesantezza di busta paga con una media annua di 25.411 euro. Un dato di poco superiore alla media del Sud e Isole (24.993), ma inferiore per esempio alla media della Campania (26.310), che resta la Regione più “ricca” dal punto di vista degli stipendi.
Se calcoliamo uguale a 100 la media dello stipendio lordo in italia, i lavoratori dipendenti abruzzesi guadagnano l'88,7% rispetto al lavoratore medio italiano, con i colleghi del Nord nettamente al di sopra della media (i meglio pagati sono i lombardi con 31.179 euro pari al 108,8% della media nazionale, i peggio pagati sono i calabresi con 23.465 euro).
A livello provinciale L'Aquila conquista il primo posto in Abruzzo, ma è pur sempre collocato a un non entusiasmante 54° posto tra le 110 province italiane, con uno stipendio medio di 27.107 euro, al livello comunque di uno stipendio medio toscano (27.043).
Meno bene vanno la provincia di Pescara, al 77° posto in Italia con 25.195 euro, la provincia di Chieti, al 78° posto, staccata da Pescara per un solo euro: 25.194. Chiude la classifica la provincia di Teramo, al 91° posto tra le province italiane, con 24.208 euro.
La provincia con gli stipendi medi più alti in italia è naturalmente Milano con un lordo di 34.108 euro, quella più povera è la provincia di Medio Campidano in Sardegna, una mini provincia di 40 mila abitanti con stipendi medi lordi nel privato di appena 22.438 euro.
La rilevazione dell’Osservatorio Jobpricing - a differenza di quella svolta per esempio dall'Istat (che accorpa più redditi: da lavoro dipendente, da pensione, da attività in proprio, da rendite, per poi suddividerli per i componenti della famiglia) - riguarda il dato puntuale relativo al lavoro dipendente, nel suo luogo di produzione (che può esser diverso dalla residenza), con l'esclusione di autonomi e Pa.
Lo studio conferma quanto viene spesso sottolineato da sindacalisti e imprenditori sulla fragilità della ripresa dell’Abruzzo. Che tiene e semmai cresce nell’export, ma manifesta ancora molto problemi sul lato dei consumi interni. L’Abruzzo è una regione con pensioni basse, inferiori alla media nazionale, e oggi scopriamo che è anche una regione con stipendi bassi, inferiori alla media nazionale.
GUARDA LE TABELLE
CON TUTTE LE CIFRE
www.ilcentro.it

