Così gli psicologi spiegano le ferite indelebili del sisma
PESCARA . Dal terremoto dell’Aquila a quello di Amatrice, dalla tragedia di Rigopiano a quella di Campo Felice, quando l’aereo del 118 finì contro la montagna causando la morte dei cinque membri dell’...
PESCARA . Dal terremoto dell’Aquila a quello di Amatrice, dalla tragedia di Rigopiano a quella di Campo Felice, quando l’aereo del 118 finì contro la montagna causando la morte dei cinque membri dell’equipaggio del 118, e del paziente appena soccorso. Gli psicologi sono sempre stati in prima linea, assieme alla protezione civile, per soccorrere chi è stato colpito da queste e altre sciagure. Di questo si parla oggi nel corso del convegno “Abruzzo scuola d’emergenza: esperienze a confronto per una pratica condivisa”, organizzato dall’Ordine degli psicologi della regione Abruzzo, in programma al Museo delle Genti d’Abruzzo, a Pescara, a partire dalle 9. Dopo il 6 aprile 2009, data del disastroso sisma che ha colpito la città dell’Aquila e la sua provincia, il territorio abruzzese è stato funestato da una serie di eventi calamitosi che si sono susseguiti nel tempo: il 24 agosto 2016 il terremoto del Centro Italia, poi la tragedia di Rigopiano e, di seguito, quella di Monte Cefalone. «L’intera comunità regionale e la resilienza di ciascun cittadino sono state messe a dura prova» sottolinea Tancredi Di Iullo, presidente dell’Ordine degli psicologi d’Abruzzo. «L’appuntamento vuole da un lato valorizzare le competenze che i colleghi hanno maturato durante e dopo gli eventi calamitosi e dall’altro implementare le conoscenze anche attraverso il confronto e la condivisione delle esperienze» aggiunge. L’intervento della Protezione Civile ha contribuito in maniera decisiva nella risoluzione dei gravi problemi connessi alle situazioni emergenziali e ad alleviare, per quanto possibile, i disagi e i dolori conseguenti. Dopo il terremoto del 2009 a Montereale è stato avviato un progetto pilota, quello del Centro di ascolto “Non vi lasciamo soli”. «A ragione» sottolinea il presidente Di Iullo, «si può ben dire che la comunità regionale può contare sul contributo professionale della psicologia». Per il presidente, però, quanto è stato fatto è solo l’inizio di un lungo percorso. «Occorre implementare le competenze raggiunte, proiettarsi nel futuro immergendosi ancora di più in tutto ciò che è contenuto nelle situazioni emergenziali, con occhio attento anche al tema della prevenzione» conclude. Al convegno parteciperanno gli psicologi iscritti all’Albo della Regione Abruzzo che hanno operato all’interno della Croce Rossa Italiana, Emergency, Anpas, Psicologi per i Popoli, Pea (Psicologi Emergenza Abruzzo) e la Fondazione dell’Ordine degli psicologi onlus della Regione Abruzzo. (u.c.)

