Di Tizio: non ho mai fatto favori alla ditta

6 Dicembre 2016

Il memoriale dell’ex dg: il mutuo da 14 milioni seguì la trafila di tutti i prestiti. I regali? Solo cortesie

PESCARA. La verità di Francesco Di Tizio è affidata a una memoriale di 22 pagine in cui l’ex direttore generale Carichieti, in carica fino al 2010, si chiama fuori dal crac De Nicola e denuncia di essere una vittima per gli atti falsi. L’ex numero uno della banca dice che non avrebbe mai offerto una corsia preferenziale all’imprenditore Carmine De Nicola con un mutuo «facile», così come lo chiamano gli inquirenti, da oltre 14 milioni. E, dice Di Tizio, che quel mutuo, ancora in parte scoperto, avrebbe seguito lo stesso percorso di tutti i fidi della banca. «Più addetti, sia interni che esterni quali professionisti, legali e tecnici» hanno vagliato la pratica. Compreso un «parere favorevole» firmato da Roberto Sbrolli, nel 2007 a capo del servizio crediti e poi, tra il 2011 e il 2014, direttore generale.

Negli anni d’oro tra il 2005 e il 2011, il gruppo De Nicola, ribadisce Di Tizio, avrebbe assicurato «un margine positivo» per la banca di un milione di euro all’anno: «Non pare avventato affermare che l’operatività con il gruppo De Nicola fino al 2011 compreso, abbia fruttato alla Carichieti competenze per oltre 5 milioni». E quella del mutuo sarebbe stata un’operazione «vantaggiosa» per la banca perché sarebbe servita anche a coprire altri debiti già esistenti.

Sulle perizie gonfiate, attraverso certificati falsi, su immobili e terreni a Chieti e Francavilla, Di Tizio si sente «parte offesa». E l’ex dg rivela che nessuno avrebbe mai potuto accorgersi dei documenti contraffatti con i terreni agricoli spacciati per edificabili: le perizie, sottolinea l’ex dg, hanno superato anche l’esame di «ben tre ispezioni» della Banca d’Italia e della società di revisione.

Nell’indagine si parla di «amicizia» tra Di Tizio e De Nicola, «sistematiche regalie» e assunzioni clientelari: una relazione «puramente ed esclusivamente di tipo professionale», ribatte Di Tizio. E sui regali, puntualizza: 6 bottiglie di vino, un cellulare Nokia e una sciarpa a Natale e Pasqua. Solo cortesie, niente che potesse influenzare un mutuo da 14 milioni. Sulle assunzioni dei due parenti in società di De Nicola, Di Tizio sottolinea «che non ha mai chiesto nulla». (p.l.)