Dissesto idrogeologico, fondi anche a Pescara

Il governo annuncia il piano da 1,2 miliardi di euro per affrontare il problema del dissesto delle grandi citta. Per i piccoli paesi bisognerà attendere ancora qualche mese
ROMA. Un piano da 1,2 miliardi di euro contro il dissesto idrogeologico. È quello presentato oggi dal Governo per la messa in sicurezza delle principali città del Paese, compresa Pescara. «È un piano vero con risorse vere», ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, con il collega responsabile delle Infrastrutture, Graziano Delrio e «riguarda opere in città che sono già state colpite da calamità naturali, come Genova, Firenze, Olbia, Bologna e Pescara». Il lavoro inizierà con un insieme di opere, già finanziate per 645 milioni, ha spiegato Galletti, sottolineando che si tratta delle «emergenze», convinto che «i cantieri partiranno con estrema velocità». «Una notizia strepitosa e cruciale per il futuro del Paese». Così Matteo Renzi sul miliardo e 200 milioni di fondi sbloccati per fronteggiare il dissesto idrogeologico. «È un agosto scoppiettante» che inizia «per far fronte alle emergenze del paese», dice il premier.
Per quanto riguarda invece i piccoli paesi e i centri di montagna, verrà messo a punto nei prossimi mesi un piano di piccole opere. «Quello che diamo oggi è un segnale culturale - ha aggiunto Galletti - rivolto soprattutto agli amministratori locali: da ora in poi ognuno dovrà fare la propria parte». Ci sono «diversi miliardi della vecchia programmazione da spendere - ha spiegato poi il ministro alle Infrastrutture Delrio - e siamo impegnati a far partire i cantieri, che vogliono dire sviluppo e occupazione. Purtroppo scontiamo errori di pianificazione urbanistica, nel senso che le città non hanno tenuto conto dei cambiamenti climatici. Ora serve una cura più intelligente, costante, quotidiana». Genova sarà la città che riceverà lo stanziamento più importante con 323,5 milioni, seguita da Milano (122 milioni), Padova (93,3 mln), Torino (90,5 mln), Olbia (81,2 mln) e da tante altre città, tra cui Firenze, Cagliari, Pescara, Venezia e Catania, con importi inferiori. Per quanto riguarda il capoluogo ligure, dei 323,5 milioni, 165 saranno destinati allo scolmatore del torrente Bisagno e 95 al tratto terminale del medesimo torrente. A Milano 95,5 milioni andranno all’area di laminazione del Seveso nei comuni di Lentate sul Seveso, Varedo, Paderno Dugnano e Milano. Per quanto riguarda Firenze, dei 73,7 milioni che riceverà, 42 saranno utilizzati per le casse di espansione di Figline (Restone, Pizziconi, Leccio e Prulli). Il piano, ha spiegato Galletti, prevede una prima tranche di «opere già finanziate» per un valore complessivo di 654 milioni. Le risorse per le altre, ha precisato, «credo che saremo in grado di assicurarle già da inizio 2016». Il ministro ha poi auspicato un’azione veloce da parte delle Regioni, che sono coinvolte nella realizzazione del Piano: «Ora - ha detto - serve un impegno concreto delle Regioni perchè le risorse messe a disposizione diventino in tempi brevissimi cantieri sul territorio». Il ministro Delrio ha rilevato come «abbiamo ancora lavori per 1 miliardo e 800 milioni da recuperare sul dissesto idrogeologico, sui sistemi idrici e fognari, quindi dobbiamo accelerare molto, ma contiamo di recuperare questa cifra nel 2016 e di metterci finalmente in pari e poter programmare con il nuovo piano la messa in sicurezza efficace del territorio. Diversi miliardi erano bloccati all’inizio del nostro governo e nell’ultimo anno l’Unità di missione ha sbloccato lavori per quasi un miliardo».
«Il Governo ha riconosciuto lo stato di calamità presentato dalla giunta Albore Mascia dopo le frane conseguenti all'esondazione del dicembre 2013, ma l'iter è tutt'altro che concluso». Lo dice il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, dopo l'assegnazione dei fondi a Pescara per dissesto idrogeologico. «Verificata la somma destinata al capoluogo adriatico, la palla torna ora alla Regione Abruzzo e al Comune di Pescara - dice l'esponente di Fi - che dovranno chiudere in tempi strettissimi le progettazioni e aprire i cantieri, e su questo sia il Governo sia Forza Italia saranno vigili, perché Pescara non può permettersi di perdere questo treno».

