E dopo la Sanitopoli in politica resta Trifuoggi

Il capo della Procura di Pescara oggi è vicesindaco del Comune dell’Aquila Chiodi: da un punto di vista umano un'assoluzione mi avrebbe fatto felice
L’AQUILA. «Da un punto di vista umano mi avrebbe fatto più felice un'assoluzione». Così l'ex governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha commentato la condanna in appello di Ottaviano Del Turco a quattro anni e due mesi.
Chiodi fu eletto presidente di Regione, per il centrodestra, nel dicembre 2008, dopo che gli arresti per la Sanitopoli abruzzese decapitarono la giunta di centrosinistra guidata da Del Turco.
Fu un vero e proprio terremoto politico che tagliò le gambe al centrosinistra.
Iniziò tutto il 14 luglio del 2008 con una raffica di arresti all'alba. A incastrare Del Turco, un passato da ministro delle Finanze, segretario nazionale della Fiom-Cgil, presidente della commissione Antimafia e, da due anni e mezzo, seduto sulla poltrona da governatore, accettata dopo le pressioni di un altro aquilano, Franco Marini, allora presidente del Senato, è Francesco Angelini, imprenditore della sanità privata, titolare del gruppo Villa Pini. In sei deposizioni Angelini racconta la sua storia di concusso: «Mi tiravano il collo ed io pagavo. Se non pagavo ero morto».
A raccogliere le confessioni di Angelini sono il procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi, i due sostituti Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio che poi sosterranno l’accusa in aula. Angelini racconta in particolare di 19 presunte tangenti, per 5,8 milioni, date a Del Turco. E fornisce le sue prove documentali: tagliandi di viaggi inA25 a Collelongo, paese di origine di Del Turco, alcune foto, scattate col cellulare dal fedelissimo autista, mentre entra nella casa di Del Turco e ne esce con la busta di mele; alcune testimonianze di collaboratori.
All’indomani degli arresti Trifuoggi convoca una conferenza stampa in cui annuncia l’esistenza di una «marea di prove» contro l’ormai ex governatore. La vicenda spacca in due non solo l’Abruzzo ma l’Italia intera. A dividere non è solo la storia politica di Del Turco, ma il clima che si registra nel paese attorno alla magistratura. Alla sentenza di primo grado, il 13 luglio del 2013, che condannò Del Turco a 9 anni e mezzo, Sandro Bondi allora coordinatore del Pdl, si dichiarò convinto di essere di fronte a un «altro clamoroso caso di errore giudiziario». Ora toccherà alla Cassazione mettere il punto finale alla vicenda. Nel frattempo Trifuoggi è entrato in politica ed è attualmente vicesindaco del comune dell’Aquila. Gli ex pm Bellelli e Di Florio sono diventati rispettivamente i capi delle procure di Sulmona e Vasto. (cr.reg.)
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