Estate reclusa e divieto di vacanze, le uniche vittime sono i bambini

8 Agosto 2026

L’editoriale del Direttore sulla vicenda della famiglia Trevallion

Estate reclusa. Divieto di vacanze con i cari per tre bambini (e avete già capito quali). Scusate la crudezza, ma la sintesi, purtroppo brutale, ancora una volta è questa.

Mentre impazza l'estate, mentre vedo piccoli e grandi di ogni età tuffarsi in acqua felici sulle spiagge, per celebrare semplici e meravigliosi riti ferragostani, un pensiero mi riempie di malinconia: penso a quei bambini Trevallion confinati nella loro "gabbia dorata" (e forse nemmeno tanto dorata): ovvero il muro perimetrale di una casa-famiglia a Vasto.

Neanche le vacanze estive sono concesse loro. Neanche il permesso che il Dap regala ai carcerati che seguono una buona condotta, neanche i giorni riconosciuti ai padri e alle madri condannate ad una pena e in semilibertà.

Nessuna concessione, nessun atto di buonsenso: sono cambiati tre studi avvocatizi, la famiglia del bosco ha aderito a qualsiasi tipo di condizione richiesta (e non richiesta), i bambini Trevallion sono stati regolarmente iscritti a scuola, hanno regolarmente sostenuto i loro esami. La casa provvisoria è stata accettata dai genitori della famiglia, quella di proprietà ha un progetto di ristrutturazione avviato e varato in via ufficiale. I bambini sono anche regolarmente vaccinati, e hanno completato il loro percorso di immunizzazione.

Cosa manca? Nulla. Tutte le richieste sono state esaudite, tutte le criticità sono state risolte. Tuttavia questi bambini restano confinati nella loro casa-famiglia, sempre più simile – per loro – ad una prigione (neanche troppo dorata). Chiediamoci ancora: cosa manca perché a questi piccoli sia garantito il diritto ad un tuffo in mare, ad una passeggiata nei boschi con i loro genitori, ad una cena festiva? Mancano il tribunale per i minorenni e i servizi sociali.

Appare del tutto normale – evidentemente solo a queste istituzioni – che una famiglia resti divisa senza motivo, malgrado tutti i passi che abbiamo raccontato, e che sono stati documentati da fonti giornalistiche e ufficiali senza ombra di dubbio?

Cosa manca? Qualcuno che dica: «Basta, fermatevi, le uniche vittime sono i bambini». In realtà non si dovrebbe neanche doverglielo dire. Sarebbe un atto dovuto. Ma come si può facilmente dedurre si persevera nell'errore: pietà l'è morta.

© Riproduzione riservata