Fitto su Berlusconi: d’accordo sulla sua idea di movimento

8 Giugno 2014

PESCARA. «Non solo saluto positivamente, ma condivido le dichiarazioni del presidente Berlusconi critiche rispetto al “potere delle tessere”, al rischio di una “burocrazia pesante e costosa” e all'ult...

PESCARA. «Non solo saluto positivamente, ma condivido le dichiarazioni del presidente Berlusconi critiche rispetto al “potere delle tessere”, al rischio di una “burocrazia pesante e costosa” e all'ulteriore rischio connesso di un “apparato di potere”. Così Raffaele Fitto, deputato di Forza Italia, eletto al parlamento europeo nel collegio che comprende anche l’Abruzzo, ha commentato un passaggio dell'intervista dell'ex premier sul Centro, e rilanciata ieri dalle maggiori agenzie di stampa. «Questo», prosegue Fitto, «è esattamente il cuore del mio stesso ragionamento, e anche le prime risposte offerte da Silvio Berlusconi, sempre nell'intervista a «Il Centro», corrispondono a quanto vado sostenendo da tempo: “legittimazione dal basso” e “modi nuovi attraverso i quali le persone possano partecipare attivamente alla vita pubblica”. Molto bene» conclude Fitto, «mi pare che la discussione, prenda una piega concreta e costruttiva, peraltro convergente con le mie valutazioni e i ragionamenti che vado proponendo». Nell’intervista Berlusconi ha tra le altre cose affrontato non solo il problema della riorganizzazione del partito (dando un assist all’attuale coordinatore regionale Nazario Pagano, definendo il suo lavoro«ottimo»), o delle divisioni («che allontanano gli elettori»), ma anche alcuni provvedimenti del governo Renzi, in particolare la lettera inviata ai sindaci per sbloccare i cantieri e le incompiute.

«Anche se sfrutta il volto giovane e simpatico di Renzi», ha detto Berlusconi, «è sempre la stessa sinistra della spesa pubblica e delle tasse. La lettera scritta dal presidente del Consiglio ai sindaci sulle opere pubbliche incompiute da sbloccare, è l’ennesima trovata di questo governo che ha riempito l’Italia di promesse». «Già oggi», ha aggiunto Berlusconi, «non ci sono le coperture finanziarie per mantenerle, nonostante abbiano aumentato la pressione fiscale complessiva. Saranno interventi spot, occasionali e discrezionali. Quali opere saranno favorite? Quali Comuni? Quali imprese costruttrici? Non è così che si fa ripartire il Paese».