I prezzi bassi smuovono il mercato del mattone

5 Marzo 2015

Primi segnali di ripresa del settore con le banche che riaprono il fronte dei mutui I costruttori: «Non servono nuovi palazzi, il futuro è riqualificare quelli esistenti»

PESCARA. Dopo anni di crisi profonda per il settore immobiliare e delle costruzioni, il 2015 comincia a portare novità positive per l'Abruzzo. Il mercato regionale registra negli ultimi mesi un certo fermento e, secondo gli addetti ai lavori, quello in corso può essere l'anno della ripresa.

I prezzi di vendita restano bass, ma questo fa sì che vi sia un aumento delle richieste. Contestualmente c'è una maggiore apertura delle banche sul fronte dei mutui. Attualmente il prezzo medio di vendita di un immobile, in Abruzzo, è di 1.612 euro a metro quadro; due anni fa, quando i prezzi erano già calati drasticamente, era di 1.731 euro.

A Pescara, secondo un Focus del Sole 24 Ore, ad esempio, i prezzi vanno dai mille euro al metro per un immobile usato "medio" ai 3.900 euro per un immobile nuovo "signorile". Per vendere una casa in centro sono necessari circa 9 mesi. Per il 2015 l'ufficio studi di Teknocasa prevede una variazione dei prezzi compresa tra -2 e 0%.

«Il mercato si è mosso», dice l'abruzzese Samuele Lupidii, delegato nazionale ai rapporti istituzionali della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip), «c'è un aumento delle richieste, che fa da preludio ad una ripresa delle compravendite. Il mercato, però, è cambiato e non si può tornare ai prezzi di due o tre anni fa. Le banche, inoltre, hanno ripreso a finanziare».

Nel settore delle costruzioni la situazione resta critica, con le previsioni sulla produzione che parlano di un calo del 2-3% per il 2015, ma secondo il presidente dell'Ance Abruzzo, Enrico Ricci, «i primi segnali di risveglio ci sono. La tendenza», sottolinea il leader dei costruttori, «è verso un nuovo modo di concepire il settore: sempre meno consumo del suolo e sempre più rigenerazione urbana. Il futuro è questo. Sul fronte delle opere pubbliche negli ultimi sette anni c'è stata una crisi drastica, ma guardiamo con un certo entusiasmo al 2015 e la Regione sta mettendo in campo una serie di investimenti: se tutto ciò che è in programma partirà davvero, registreremo una prima inversione di tendenza. I dati ed i segnali ci portano a dire che il 2015 può davvero essere l'anno della ripresa».

Se dal punto di vista occupazionale «per tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno 12 anni», il direttore di Confartigianato, Daniele Giangiulli, rimarca la necessità che il governo prosegua sulla strada degli incentivi, che anche in Abruzzo hanno rappresentato un volano, consentendo di rimettere in moto l'economia: «La sfida è la rigenerazione urbana: basta nuove costruzioni, bisogna recuperare e riqualificare l'esistente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA