I trattori di Coldiretti sotto l’Emiciclo e la Regione trova i fondi

22 Ottobre 2026

Sale la rabbia degli agricoltori, Imprudente annuncia: «Pronti 6 milioni»

L’AQUILA

«È un momento di difficoltà estrema per il nostro settore, peggiore di quello del Covid». Marino Pilati, direttore della Coldiretti Abruzzo, parla sotto la pioggia, dal un palco improvvisato al centro della Villa Comunale, all’Aquila. Proprio davanti al palazzo dell’Emiciclo, dove è in programma la seduta del consiglio regionale. Dalle prime ore del mattino di ieri una lunga fila di trattori, con tanto di bandiere gialle al seguito, ha occupato la piazza: è qui che va in scena la protesta di centinaia di agricoltori e coltivatori arrivati da ogni angolo d’Abruzzo per manifestare contro il caro gasolio. Chiedono «un contributo retroattivo», da giugno scorso fino a dicembre 2026, sul gasolio agricolo per dare immediato ossigeno ai bilanci aziendali. Su un cartello appeso ad uno dei mezzi si legge: “Rimasto a secco”.

Gli slogan si susseguono “Basta rincari!”, “Il caro gasolio non deve fermarci”, “Senza agricoltura non c’è futuro”, “Meno armi, più cibo”. È la voce degli agricoltori che si leva alta per chiedere alla Regione sostegni e un impegno concreto. «Se non ci saranno risposte, pianteremo qui le tende», annuncia Pilati. La mobilitazione prosegue ad oltranza. La comunicazione dell’individuazione delle risorse arriva nel pomeriggio: si tratta di una manovra regionale da 6 milioni di euro approvata dal consiglio regionale. Quattro milioni e 150mila euro saranno destinati al sostegno delle imprese agricole per fronteggiare il caro gasolio e un milione 800 mila euro ai Consorzi di bonifica.

Sul palco salgono il vice presidente della Regione e assessore all’agricoltura, Emanuele Imprudente della Lega, e una rappresentanza di consiglieri di maggioranza e opposizione. È Imprudente ad anticipare «l’individuazione, in seguito alle richiesta della Coldiretti dello scorso 2 ottobre, di fondi destinati a sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi del carburante».

Un primo traguardo, che la Coldiretti accoglie con soddisfazione. «Ringraziamo la Regione per aver dato seguito alle nostre richieste», afferma il presidente della Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli, «è un risultato importante, frutto di un percorso sindacale che abbiamo portato avanti con determinazione per dare voce alle difficoltà delle imprese agricole. Adesso è fondamentale che gli aiuti arrivino rapidamente alle aziende».

Ma il fronte della protesta non è solo abruzzese: mentre all’Aquila scende in strada la Coldiretti, a Roma la Cia Abruzzo protesta davanti a Montecitorio. «La nostra mobilitazione non si fermerà a Roma. Alla Regione Abruzzo chiediamo scelte chiare, risorse adeguate e risposte che riguardino tutti gli agricoltori. Non servono contentini per spegnere le proteste, ma condizioni che consentano alle aziende di continuare a produrre», il messaggio di Nicola Sichetti, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo, dalla manifestazione nazionale “I conti non tornano”.

Secondo le stime della Coldiretti, il 50% dei coltivatori abruzzesi lascia i campi incolti a causa della crescita dei prezzi. «Le aziende agricole stanno rinunciando a seminare per i costi elevati del gasolio e a causa di tutti i rincari che ci sono stati negli ultimi mesi», sottolinea Pilati, «quello raggiunto è un primo passo ma l’agricoltura ha bisogno di interventi capaci di guardare anche al futuro. La sicurezza alimentare e la capacità produttiva del nostro Paese sono strategiche: servono meno armi, più cibo, più agricoltura e più ricerca». Da Coldiretti un invito anche ai pastifici «affinché scelgano il grano locale sostenendo gli agricoltori del territorio e valorizzando le eccellenze abruzzesi».

Dall’Aquila a Roma, gli appelli si moltiplicano: «Agli agricoltori chiediamo di investire, innovare, creare occupazione, tutelare l’ambiente e garantire cibo di qualità», afferma Sichetti dalla piazza di Montecitorio, «ma questi impegni hanno un costo. Se il prezzo riconosciuto a chi produce non copre le spese e non lascia un reddito dignitoso, viene meno la possibilità stessa di mantenere aperta un’azienda. L’innovazione è necessaria, ma per investire occorrono reddito, liquidità e prospettive». Per la Cia Abruzzo occorre difendere una Pac forte, realmente comune e autonoma, con risorse adeguate alle sfide produttive, ambientali e sociali. «Quando chiude un’impresa agricola, il danno non riguarda soltanto il titolare», evidenzia Sichetti, «si perdono lavoro, produzioni, servizi e cura del territorio».

Ad ascoltare gli agricoltori, prima dell’avvio della seduta del consiglio regionale, accanto all’assessore Imprudente, anche il capogruppo di FdI Massimo Verrecchia: «Insieme al vice presidente della giunta abbiamo assunto l’impegno ad andare incontro alle esigenze manifestate dagli agricoltori, prevedendo risorse per dare risposte alle loro esigenze. Crediamo sia fondamentale sostenere chi, ogni giorno, lavora la nostra terra e sostiene un settore strategico per l’economia». In mattinata, una delegazione di agricoltori è stata ricevuta dalla Conferenza dei Capigruppo. «Sostenere gli agricoltori», afferma Alessio Monaco, capogruppo Avs, «significa difendere la produzione di cibo sano e tutelare la salute dei cittadini». Anche i consiglieri Pd Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco, Dino Pepe, Sandro Mariani, Pierpaolo Pietrucci esprimono «piena solidarietà agli agricoltori. La Regione Abruzzo, guidata da Marsilio, si è dimostrata incapace di mettere in campo politiche strutturali in grado di sostenere il settore».